Sanità

gen252023

Carenze farmaci. Ricadute su costi, ore di lavoro e soddisfazione farmacisti e pazienti

Carenze farmaci. Ricadute su costi, ore di lavoro e soddisfazione farmacisti e pazienti

I farmaci mancanti presentano ricadute sulle farmacie che devono dedicare tempo per mitigarne gli effetti, con conseguenze in termini di aumento di costi e implicazioni sul fronte della gestione delle risorse umane


I farmaci mancanti, rilevati in crescita negli ultimi 12 mesi un po' in tutta Europa, non solo rischiano di avere impatti sul paziente, ma presentano ricadute sulle farmacie, che devono dedicare tempo per mitigarne gli effetti, con conseguenze in termini di aumento di costi e implicazioni sul fronte della gestione delle risorse umane. Sono queste alcune delle ricadute sull'operatività di farmacie e farmacisti relative al fenomeno delle carenze, messe in luce dall'ultima Survey annuale effettuata dal Pgeu su tutti gli Stati membri, tra il 14 novembre e il 31 dicembre 2022.

Dall'Europa mappa delle carenze: cresciute negli ultimi 12 mesi

Ad aver rilevato negli ultimi 12 mesi carenze di medicinali nelle farmacie di comunità sono tutti i 29 Paesi rispondenti, ma il dato che fa riflettere è che, rispetto all'anno precedente, sono 22 gli Stati che ritengono la situazione peggiorata e 7 stabile. Per nessuno, invece, si registra un qualche tipo di miglioramento. Complessivamente, tutte le classi di medicinali sono interessate dal fenomeno, anche se i cardiovascolari sono in cima alla lista in una percentuale maggiore di paesi (82,76%). Nella maggior parte delle risposte, risultano colpite oltre 600 referenze, nel momento in cui il questionario è stato compilato. Carenze vengono, poi, rilevate anche, negli ultimi 12 mesi, per tutte le classi di dispositivi medici - a segnalarlo è il 65,52% dei paesi rispondenti, anche se la maggioranza avverte che non esiste un sistema in grado di estrarre dati precisi attraverso un meccanismo di monitoraggio.

Farmaci mancanti: le ricadute sulle farmacie e sui farmacisti

I farmaci mancanti, viene rilevato, hanno una serie di ricadute importanti, in primo luogo sui pazienti: nell'86,66% dei rispondenti il fenomeno ha determinato una interruzione del trattamento, per il 72,41% viene segnalata come conseguenza un aumento della spesa out of pocket. Ma anche l'operatività delle farmacie risente di questa situazione: alla domanda su quanto le carenze impattino sulle farmacie di comunità, il 96,55% dei paesi riferisce una perdita finanziaria dovuta al tempo impiegato per gestire il paziente e mitigare gli effetti.
Basti pensare che, a settimana, il personale della farmacia spende 6 ore e 40 minuti (in media 6,8) per gestire problematiche legate alle carenze, con Paesi che riferiscono fino a 20 ore di lavoro. Tale dato ha visto un aumento nel tempo: nel 2020 la media era pari a 6,3 e nel 2021 a 5,3.
La conseguenza è che anche i farmacisti e il personale della farmacia sono toccati dalla problematica: il 75,86% dei rispondenti segnala una riduzione nel grado di soddisfazione delle risorse umane e, nella stessa percentuale, un aumento dell'impegno burocratico e amministrativo. Anche la fiducia del paziente, parametro importante nella professione del farmacista, impostata sul dialogo con la popolazione, tende a diminuire. Tra le altre conseguenze, viene sottolineato un generico aumento dei prezzi dovuto allo scenario, costi maggiori per eventuali fee legati all'importazione, a seconda del paese, e per le necessità legate agli stock (55,17%).

Dagli equivalenti alla galenica: le soluzioni praticate

Un interessante focus è poi dedicato alle soluzioni che possono essere messe in campo dai farmacisti: in 27 paesi su 29 è permessa e praticata la sostituzione del farmaco con un equivalente, mentre il ricorso alla formulazione galenica è indicato dal 62,07% dei rispondenti, insieme alla fornitura del medicinale attraverso fonti alternative autorizzate. L'importazione da altri Stati è indicata da 13 paesi su 29.
Tra le casistiche citate, a ogni modo, viene fatto riferimento alla Francia, dove è possibile erogare un medicinale con dose e posologia differente, su accordo con il prescrittore, mentre la sostituzione della terapia deve seguire le indicazioni delle linee guida emesse dall'Agenzia regolatoria, nel caso di carenze relative a medicinali inclusi nella lista di quelli con maggiori criticità. In alternativa, il paziente è invitato a tornare in farmacia con una nuova ricetta per un nuovo trattamento.

Pgeu: potenziare il ruolo del farmacista

In generale, in 20 dei 29 paesi oggetto dell'indagine è presente un sistema di reportistica delle carenze che sia a disposizione dei farmacisti di comunità. Come fonte di informazione viene indicata, nel 75,86% delle risposte, l'Agenzia regolatoria, nel 65,52% la distribuzione intermedia, nel 48,28% l'industria, nel 27,59% le organizzazioni di rappresentanza di farmacie e farmacisti, nel 13,79% il Ministero, mentre nel 10,34% dei paesi non esistono informazioni.
Lo scenario che emerge spinge il Pgeu a sottolineare la necessità di una maggiore circolarità delle informazioni tra Stati e all'interno della filiera e di potenziare, al contempo, il ruolo del farmacista nella gestione delle carenze, allargandone competenze e mansioni, in modo che possa entrare a pieno titolo nel processo di decision making, insieme a prescrittori e pazienti, e in accordo con linee guida e protocolli. La condivisione dei dati tra farmacisti e prescrittori, attraverso il dossier farmaceutico, sarebbe un ulteriore elemento utile a mitigare gli effetti delle carenze.

Francesca Giani
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