Sanità

mag242016

Case della Salute vs farmacie? Bartoletti (Fimmg): meglio parlare di filiera della salute

Case della Salute vs farmacie? Bartoletti (Fimmg): meglio parlare di filiera della salute
Se per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, «le Case della Salute già esistono e sono le farmacie», per i medici di medicina generale il discorso è un po' più complesso e richiederebbe un maggiore sforzo di tutti gli attori del cambiamento. A fare il punto, a margine delle dichiarazioni del ministro in occasione della presentazione del Bilancio Sociale delle Farmacie, è il vice segretario nazionale della Fimmg, Pier Luigi Bartoletti. «Capisco il contesto in cui la Lorenzin ha fatto una dichiarazione del genere, ma credo sia sta un po' fuori luogo», spiega il segretario aggiungendo poi che bisognerebbe comunque decidere cosa si intenda per Case della Salute.

«Se intendiamo un luogo dove i cittadini possono andare per risolvere alcuni problemi di salute, allora la farmacia è uno di questi - precisa - ma è cosa ben diversa dire che sia il luogo privilegiato. Più in generale, io preferirei parlare di 'filiera della salute', di cui le Case della Salute fanno parte. I farmacisti fanno il loro mestiere e lo fanno bene, per cui anche loro sicuramente sono un pezzo importante di questo sistema». Nate con l'idea di spostare i bisogni di salute dall'ospedale al territorio, le Case della Salute sono un presidio del Distretto la cui gestione è affidata al Dipartimento delle cure primarie proprio per rispondere a questo tipo di esigenza: una struttura di riferimento equamente diffusa nel territorio, che garantisca accoglienza, la presa in carico del cittadino e la continuità dell'assistenza, in modo da assicurare risposte adeguate e di qualità alla cronicità ed a tutte le forme di fragilità sociale e sanitaria.

«In questo momento particolare in cui viviamo - aggiunge Bartoletti - la gente ha bisogno di riferimenti sicuri, ma a livello nazionale le Case della Salute sono a macchia di leopardo perché vengono interpretate in maniera diversa da regione a regione». E per contrastare queste mancanze del sistema, il vicesegretario Fimmg propone però una intensificazione dei rapporti tra la medicina di base e i farmacisti. «Il rapporto tra medico e farmacista sul territorio, ci vede vicini e ci vede come punti di riferimento soprattutto in molte zone problematiche del Paese. Se riuscissimo a migliorare questa collaborazione, nel rispetto delle singole professioni, il cittadino ne avrebbe solo vantaggi». Importante, poi, per Bartoletti che la salute pubblica venga mantenuta anche con un impegno personale e non delegando sempre qualcun altro: che sia il farmacista, il medico o l'ospedale.


Rossella Gemma
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