Sanità

apr202017

Caso Le Iene, Federfarma replica punto per punto, con un'infografica

Caso Le Iene, Federfarma replica punto per punto, con un’infografica
Federfarma risponde a Le Iene sulla distribuzione diretta con gli stessi strumenti di comunicazione: un'infografica che racchiude tutte le obiezioni che il sindacato oppone alle affermazioni fatte durante il servizio che ha sollevato molte polemiche nella categoria, soprattutto per la poca precisione delle informazioni diffuse. Alla prima affermazione della giornalista Nadia Toffa, «I pazienti di Imperia (provincia in cui l'esperienza della Diretta è stata portato a titolo di esempio virtuoso, ndr.) sono soddisfatti della distribuzione diretta praticata dall'Asl» Federfarma replica: «Non bastano un paio di interviste per dimostrarlo. E se si confrontano capillarità e orari di farmacie ospedaliere e farmacie del territorio, salta subito all'occhio quale distribuzione è più comoda...».

E nell'infografica compaiono le mappe delle due provincie che visualizzano i punti di dispensazione del farmaco, e gli orari di apertura, nelle due modalità a confronto: «Per procurarsi un farmaco in distribuzione diretta» scrive il sindacato «i malati hanno a disposizione soltanto 5 punti di dispensazione, che praticano orari limitati (l'Asl recapita a domicilio, ma soltanto a 1.600 assistiti in condizioni di particolare disagio su una popolazione di 210mila residenti). Se il farmaco è in distribuzione per conto, può essere prelevato comodamente in una delle 80 farmacie in attività». Si passa poi alle affermazioni sui costi dell'ex dirigente ligure Mara Saglietto: «Un farmaco dispensato in distribuzione diretta costa all'Asl 2,28 euro in distribuzione per conto 6,71 euro». Ma per Federfarma il dato relativo alle farmacie non è corretto: «L'iva va scorporata e poi si dimenticano i costi a carico dei pazienti, che nella distribuzione diretta devono affrontare lunghi spostamenti e noiose code alla farmacia dell'ospedale o al distretto». La Diretta «impone ai malati un vero e proprio ticket occulto, dato dal denaro che si spende per raggiungere la farmacia ospedaliera o distrettuale (auto, bus, taxi...) e dal tempo perso per il viaggio e l'attesa allo sportello. Secondo una ricerca condotta nel 2012 da Antares per Assofarm e basata sulla realtà dell'Emilia Romagna, la distribuzione diretta costa al malato 3 euro a farmaco. La Distribuzione per conto fatta dalle farmacie del territorio, invece, non comporta spese aggiuntive per gli assistiti perché il 98% degli italiani ha una farmacia a pochi minuti da casa». Infine i numeri sui risparmi: «Se la distribuzione diretta fosse fatta in tutte le Regioni come a Imperia si risparmierebbe un miliardo di euro» dice Saglietto.

Ma per il sindacato la «stima è tutta da provare» e aggiunge che «aumenterebbero a dismisura gli sprechi: le Asl che fanno distribuzione diretta forniscono ai malati farmaci per 2-6 mesi di cure. Se il paziente cambia terapia o decede questi farmaci vanno buttati. Casi rari? Parrebbe proprio di no dagli esempi...» con riferimento ai casi registrati nel modenese, nel cesenate e nel reggiano di confezioni avanzate e da buttare di farmaci di pazienti ormai deceduti. «Nella Distribuzione diretta si consegnano ai pazienti forniture per diversi mesi di terapia, dunque il rischio di sprechi cresce a dismisura: se il malato deve cambiare prodotto o muore, decine e decine di confezioni finiscono nell'immondizia. E i costi l'Asl non li registra, quindi il servizio sembra sempre più conveniente di quello offerto dalle farmacie. Le quali, invece, nella Distribuzione per conto consegnano una scatola alla volta, quindi il rischio di sprechi è inesistente» conclude l'infografica.


Simona Zazzetta
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