Sanità

mar272012

Caso sorbitolo: farmaci falsi invadono il web

Solo l'1% delle 40.000 farmacie online censite, evidenzia una nota Aifa, sarebbe legale, ovvero controllato dalle autorità competenti. Mentre il resto dell'esistente sarebbe rappresentato da farmacie false o illegali

Dopo il caso della giovane donna morta a Barletta dopo essere stata sottoposta a un test con una sostanza acquisita tramite internet e mentre il sito di compravendite online eBay ha bloccato le vendite di sorbitolo (la sostanza incriminata) nel mondo, si apre il dibattito sul mercato dei farmaci falsi online. «Solo l'1% delle 40.000 farmacie online censite» evidenzia una nota Aifa «sarebbe legale, ovvero controllato dalle autorità competenti. Mentre il resto dell'esistente sarebbe rappresentato da farmacie false o illegali. In Europa e in Italia, secondo le più recenti statistiche in testa alla lista di quelli più contraffatti e venduti in rete c’è da tempo il viagra, seguito a ruota dai prodotti per gli sportivi, soprattutto gli anabolizzanti.
Il traffico di farmaci “taroccati” rende circa 150 volte più di quello della droga, oltre a essere meno rischioso. Si stima che un euro investito in un medicinale contraffatto fa guadagnare in media 2.500 euro, molto meno rispetto ai profitti medi degli stupefacenti, che producono “solo” 16 euro ogni euro investito.
Se il commercio tramite web dei farmaci falsi è in forte crescita, aumenta e si affina l'attività di contrasto delle forze dell'ordine. I numeri dei medicinali illegali sequestrati si contano con l'ordine delle centinaia di migliaia l'anno, mentre sono stati chiusi diversi siti internet. Ma la vera guerra ai prodotti-killer si fa sulla rete, sia con tecniche di indagine e tracciabilità delle sostanze contraffatte vendute sul web, che con i sistemi utili a rintracciare i pagamenti effettuati online per gli acquisti.
L'anno scorso, tra il 20 il 27 settembre, è stata realizzata la più grande “retata mondiale” contro i medicinali falsi o illegali su Internet. Ben 81 Paesi hanno partecipato, con i loro agenti a una operazione Interpol, sequestrando 2,4 milioni di dosi di sostanze false vendute sul web, per un valore di 4,6 milioni di euro. Solo nel nostro Paese l'operazione ha portato al sequestro di 50.000 dosi di medicinali in sette giorni. Enorme il numero dei siti internet chiusi: 13.485, e tutti dedicati o legati alla vendita di medicine fuorilegge.
La vicenda di Barletta amplia la sfida: Italia e Ue dovranno vedersela con trafficanti sempre più aggressivi. Dopo l'invasione delle aree più arretrate del mondo (in Africa almeno la metà dei farmaci, che non riguardano sesso e sport, è un falso proveniente dai mercati asiatici), l'e-commerce killer cerca di “piazzare” i suoi veleni anche nei Paesi cosiddetti benestanti.


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