Sanità

apr22011

Cassazione, no alle ricette in bianco affidate ai farmacisti

Il medico non può affidare il proprio atto prescrittivo a terzi, perciò commette esercizio abusivo della professione medica il farmacista che compili una ricetta in bianco a richiesta del paziente. È questa la sentenza della Corte suprema di cassazione sulla vicenda di un medico che aveva affidato di prassi a due farmacisti il compito di riempire le ricette con la sua firma. I farmacisti indagati, perciò, consegnavano ai clienti, che sapevano essere pazienti del medico, le confezioni nuove di farmaci dietro esibizione delle scatole vuote. Dopo la sentenza della Corte d’appello i tre erano ricorsi in Cassazione invocando il decreto ministeriale del 31 marzo 2008 che consente ai farmacisti di consegnare farmaci in situazioni di urgenza. La Corte suprema di cassazione ha stabilito come sia indispensabile che il medico valuti di volta in volta la necessità del farmaco sia a tutela della salute del paziente sia a garanzia del rispetto di quanto previsto dai prontuari farmaceutici in un'ottica di contenimento della spesa pubblica. Nella prescrizione dei medicinali entrano dunque in gioco, sottolinea la Suprema corte, interessi costituzionalmente protetti di cui il medico è garante.


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