Sanità

ott42022

Catene di farmacie, in crescita nel Centro-Nord. Società puntano su alta visibilità e grandi fatturati

Catene di farmacie, in crescita nel Centro-Nord. Società puntano su alta visibilità e grandi fatturati

In Italia, il 15% delle farmacie (il 17% del fatturato complessivo) è di proprietà di catene, si tratta di circa 3 mila presidi, un migliaio di proprietà di società di capitale


In Italia, il 15% delle farmacie (il 17% del fatturato complessivo) è di proprietà di catene, si tratta di circa 3 mila presidi, un migliaio appartengono a società di capitale, circa 2 mila a cooperative di farmacisti, in ogni caso non di proprietà di singoli farmacisti. A delineare il quadro delle catene di farmacie è il Sole24Ore che richiama la recente acquisizione della farmacia in piazza di Spagna a Roma da parte di Hippocrates Holding, un segnale che conferma come le grandi società puntino sulle "farmacie più visibili e con fatturati più grandi (+22% rispetto al fatturato medio)".

Mandelli (Fofi): farmacie punto di contatto strategico con sanità

Il quotidiano di economia richiama i dati di Iqvia sulla distribuzione territoriale delle farmacie appartenenti a catene: la campagna acquisti dei gruppi ha interessato per lo più il Nord Italia. In Lombardia, Emilia-Romagna e Marche le catene detengono il 20-30% del numero complessivo delle farmacie, in regioni più piccole come Trentino e Umbria, sono oltre 75% e tra il 50 e il 75%, rispettivamente. In regioni come Campania Calabria e Sicilia le catene rappresentano meno del 10% delle farmacie presenti. Nel monitoraggio fatto nel 2019 dall'Istituto Bruno Leoni, le catene di società di capitale si fermavano al 2%.

La legge annuale per il mercato e la concorrenza (214/2017) ha stabilito questa possibilità, ricorda Andrea Mandelli presidente della Fofi, in un commento rilasciato al Sole. E se c'è una crescita dell'interesse verso le farmacie è "legato al fatto che sono un punto di contatto strategico con la sanità del territorio. Ma io non ci rilevo nulla di anomalo - sottolinea. - In queste nuove farmacie c'è un collega laureato e scritto all'ordine che deve rispettare la deontologia. È chiaro che il ruolo delle farmacie è cambiato oggi sono un presidio sul territorio molto forte. Con la pandemia siamo cresciuti dai tamponi ai vaccini. Stiamo rilevando, ma è un fenomeno del settore sanitario legato alla pandemia Covid, una richiesta di medici e farmacisti. Prima non somministravano i vaccini anti-Covid non facevamo i tamponi, quindi, è aumentata la domanda con orari spesso dilatati e di conseguenza è cresciuta anche l'attività delle farmacie".
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