Sanità

lug252017

Ccnl, bozza non convince rappresentanze non titolari. Ecco i punti critici

Ccnl, bozza non convince rappresentanze non titolari. Ecco i punti critici
Assenze dal lavoro, malattia grave, tempi di preavviso, quota di retribuzione variabile parametrata a obiettivi di risultati, agenzie interinali sono i "punti più controversi" della bozza di rinnovo del contratto nazionale che le associazioni farmacisti non titolari "considerano molto deludente". È quanto si apprende da un comunicato di Conasfa, la Federazione nazionale associazioni farmacisti non titolari, che per contro chiedono un aumento salariale "omogeneo per tutti", accesso all'Ecm per l'aggiornamento continuo, l'indennizzo per il "rischio biologico" a cui ci si espone facendo autoanalisi, riconoscimento del bonus "camici".

In particolare, secondo il Conasfa "l'assenteismo e abuso dal lavoro, per quello che risulta alla nostra Federazione sembra un falso problema, visto che l'ingresso anticipato e l'uscita posticipata sono le situazioni più frequenti e nella maggior parte delle occasioni non sono riconosciute economicamente. Aggiungiamo semmai la difficoltà di utilizzare le ferie e i permessi nella maggior parte delle farmacie. Infine, anche i farmacisti collaboratori purtroppo "si ammalano", c'è il rischio che il soggetto più debole ne faccia le spese in modo discriminato. Semmai auspichiamo un aumento delle tutele per i farmacisti che si ammalano di patologie oncologiche o altre patologie gravi. Attualmente lo sfortunato collega ha 180 giorni di tempo per guarire, ricevendo una retribuzione, se non ci riesce ha la possibilità di chiedere ulteriori 120 giorni non retribuiti, poi scatta il licenziamento. Auspichiamo che su questo punto il contratto venga equiparato a quanto previsto dal contratto Assofarm".
Per quanto riguarda i tempi di preavviso, Conasfa sottolinea che "viste le introduzioni dei nuovi contratti nel mondo del lavoro negli ultimi anni, assumono ancor una maggior valenza nella tutela del lavoratore che oramai rischia più la disoccupazione e assunzioni "con contratti" al disotto della decenza per un professionista della salute".
Inoltre, vede nella "riduzione della percentuale dell'obbligo di confermare in servizio almeno il 90% degli apprendisti più come un aumento del rischio del turnover all'interno delle aziende, con progressiva penalizzazione del servizio all'utenza".
Perplessità anche sull'introduzione di "quote di salario variabile parametrato ad obiettivi di risultato, le esperienze maturate in questi anni, dimostrano che in molti casi si è assistito ad una "cannibalizzazione" della professione tra colleghi e un uso esagerato del "cross-selling" non sempre accettato dall'utenza (in diverse realtà è diventato più una tecnica per allontanare i clienti)".
Infine una critica sull'uso di agenzie interinali per le assunzioni che "ha più un sapore di deresponsabilizzazione dei titolari verso i propri colleghi professionisti e uno strumento per elevare l'indice della precarietà lavorativa".

A fronte di queste criticità i rappresentanti dei non titolari sottolineano "la necessità di un aumento salariale omogeneo per tutti, perché l'attuale livello retributivo è fermo da troppi anni e non è dignitoso per un professionista, inoltre spesso ci sono farmacisti dipendenti bravi a cui il titolare non riconosce comunque i meriti".
Ricordano inoltre la "situazione di stallo per l'aggiornamento continuo, proprio in un momento di evoluzione della farmacia, in cui prioritaria diviene la formazione dei collaboratori sulle nuove frontiere della farmacia dei servizi, della pharmaceutical care, delle innovazioni elettronico informatiche e gestionali. Per quello che riguarda i rimborsi dei costi dei corsi Ecm che i farmacisti sono obbligati a sostenere ricordiamo che nel 2008 la cifra di rimborso Ecm secondo il Ccnl era di € 80,00, per gli anni successivi 2009-2010, è rimasta sempre di €80,00. Dal 2012 in poi, questi accordi non sono più stati siglati (sono attualmente scoperti da rimborso gli anni 2011-2012 -2013-2014-2015-2016-2017) per cui attualmente non è definita una cifra di rimborso Ecm annuale dal Ccnl né le ore di permesso retribuite per partecipare ai corsi".
Secondo Conasfa va riconosciuto un indennizzo per il "rischio biologico" per i colleghi che fanno autoanalisi in farmacia e, infine, ricordano che "negli anni passati negli accordi di II livello erano stati riconosciuto il bonus "camici". Alla scadenza, non più rinnovato, la maggior parte dei colleghi non si sono più visti riconosciuto tale indennizzo. Riteniamo necessario integrare tale indennizzo monetario nel primo livello a tutti i colleghi senza l'utilizzo di altre opzioni in natura (fornitura, lavaggio ecc..)".(SZ)
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