Sanità

giu112020

Ccnl, con Covid-19 mancato rinnovo aumenta crisi. Sindacato: lancia prima Assemblea nazionale

Ccnl, con Covid-19 mancato rinnovo aumenta crisi. Sindacato: lancia prima Assemblea nazionale

Filcams CGIL: i farmacisti dipendenti hanno continuato a lavorare, garantendo il servizio e vicinanza alla popolazione, nonostante lo stato di crisi dovuto al Covid-19 e il Ccnl scaduto

Elevata pressione organizzativa dovuta all'emergenza in corso, scarso riconoscimento del valore dell'attività professionale svolta, un contratto scaduto da troppo tempo, che ha immobilizzato lo stipendio, ma anche un livello di tutela dal rischio contagio che non viene realizzato in maniera uniforme. Sono queste le condizioni a cui i farmacisti dipendenti hanno continuato a lavorare, garantendo il servizio e vicinanza alla popolazione, nonostante lo stato di crisi dovuto al Covid-19. La denuncia arriva dalla Filcams CGIL che, proprio per fare un punto sulla situazione e per capire quale possa essere la strada per «ottenere insieme diritti, maggiori tutele e riconoscimento professionale» e i passaggi per arrivare al riavvio del tavolo negoziale per il rinnovo del contratto, ha organizzato la prima Assemblea nazionale online delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie, che si terrà il 18 giugno.


Da emergenza Covid tante pressioni organizzative. Urge rinnovo contratto

«I Contratti nazionali delle farmacie sono scaduti da troppo tempo» è la denuncia, in una nota pubblicata su Farmacie.blog: «quello delle private (Federfarma) dal 31 gennaio 2013 e quello delle municipalizzate (Assofarm) dal 31 dicembre 2015». Una situazione che sempre più sta determinando uno stato di sofferenza e crisi tra i dipendenti di farmacia, che di anno in anno diventa più forte. Ma, nonostante tutto, «in questi ultimi mesi di emergenza sanitaria, i lavoratori del settore hanno continuato a operare», assicurando il servizio alla cittadinanza e affiancando i cittadini in questo momento di difficoltà. Questo, benché «l'INAIL abbia classificato, nel suo documento tecnico, le farmacie come luoghi di lavoro ad alto rischio di contagio per gli operatori, anche nella cosiddetta fase due». Durante l'emergenza, anzi, le condizioni sono diventate sempre più faticose e hanno visto una «elevata pressione organizzativa, uno scarso riconoscimento economico dello sforzo profuso per continuare a garantire il servizio territoriale essenziale di dispensazione ai cittadini di farmaci e dispositivi medici, ma anche una bassa valorizzazione dell'attività professionale svolta». A fronte di questo, «il livello di tutela dal rischio contagio non è stato uniformemente applicato per chi lavora nelle farmacie. Dove c'è maggior sindacalizzazione, cioè nelle aziende e in alcune grandi città anche nel contesto delle farmacie private, le strutture sindacali hanno potuto chiedere l'attivazione dei Comitati Covid aziendali o territoriali con l'associazione datoriale, come previsto dal Protocollo del 24 aprile che ha comunque cogenza normativa», mentre in generale «da parte di Federfarma nazionale non è stato condiviso con le Organizzazioni Sindacali un Protocollo di settore su Salute e Sicurezza sul lavoro durante l'epidemia - possibilità prevista dai Protocolli generali che il Governo ha poi recepito nei DPCM -, nonostante la tempestiva richiesta e l'invio di una proposta unitaria delle OOSS».


Lanciata prima Assemblea nazionale: al centro le priorità per la contrattazione

Da qui la necessità di lanciare una Assemblea nazionale di tutti le lavoratrici e i lavoratori del settore, che si terrà online - date le difficoltà legate al Covid-19 - e che potrà essere seguita da tutta Italia. Si tratta di «un importante momento di confronto e condivisione della struttura Filcams CGIL nazionale con i lavoratori, dopo una fase difficile in cui il settore è stato fortemente provato dall'emergenza sanitaria. Un'occasione per ridefinire le esigenze dei lavoratori da portare avanti nella contrattazione e per cercare la strada per ottenere insieme il rispetto dei diritti e maggiori tutele e riconoscimento professionale, a partire dal rinnovo dei contratti nazionali». Ma anche una opportunità per scambiare informazioni sulle varie situazioni, in cui verranno anche «raccontate a che punto sono alcuni dei percorsi che hanno visto l'attivazione dei Comitati Covid aziendali o territoriali e i risultati ottenuti per la tutela dei lavoratori». D'altra parte, è l'appello, «i contratti nazionali si rinnovano con il sostegno della partecipazione», e soprattutto in questo momento in cui c'è in gioco anche la tutela stessa della sicurezza, la necessità di «organizzarsi» è ancora più forte. «Più siamo e più contiamo» è la conclusione.
L'Assemblea si terrà il 18 alle 21, attraverso la piattaforma Zoom (cliccare qui per iscriversi)

Francesca Giani
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