Sanità

feb222019

Ccnl, dipendenti: rinnovo sì, ma con stipendi più alti. Sostenibilità famiglie a rischio

Ccnl, dipendenti: rinnovo sì, ma con stipendi più alti. Sostenibilità famiglie a rischio
Sono passati sei anni dalla scadenza dell'ultimo contratto nazionale dei dipendenti di farmacia privata, con uno stipendio fermo da troppo tempo e una situazione economica non più sostenibile. È questa la premessa che fa dire che «il rinnovo del contratto è indispensabile» perché, questo, «anche in considerazione del tempo trascorso dalla scadenza del precedente» è l'unico strumento per rispondere alla esigenza di «un incremento economico adeguato», quanto mai necessario ai dipendenti e alle famiglie che di quello stipendio vivono, a fronte di un costo della vita che non aspetta rinnovi per aumentare. Ma è anche la necessità, ormai non più procrastinabile, di un adeguamento normativo del contratto, di una valorizzazione della professionalità al banco, che ne rende non più rinviabile il rinnovo. A lanciare l'allarme sono le sigle confederali che rappresentano i lavoratori al tavolo con Federfarma (Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILtucs), in un comunicato congiunto, diffuso all'indomani dell'incontro di lunedì.

Se, insieme al rinnovo, «un incremento economico adeguato» è indispensabile, «al contempo, a fronte della trasformazione del settore, è stato ribadito quanto sia utile per tutti rinnovare il contratto collettivo nazionale di lavoro come strumento condiviso di gestione del cambiamento delle normative e del contesto». Questo anche per «rispondere alla professionalità del settore» e non da ultimo per «introdurre elementi di welfare (come la sanità integrativa), già presenti da tempo in altri settori». Sulla «necessità di arrivare a un rinnovo per adeguare l'articolato contrattuale ormai datato» c'è condivisione anche con «l'associazione datoriale che tuttavia, lamentando le conseguenze delle modifiche normative degli ultimi anni sui risultati economici e sul futuro di molte farmacie, ha ribadito le sue richieste riguardanti l'estensione della flessibilità e la riduzione dei permessi, come strumenti necessari (dal proprio punto di vista) per la gestione di orari di apertura più ampi che in passato. A giudizio di Federfarma, queste disponibilità costituiscono la condizione per affrontare il rinnovo del contratto».

Punti, invece, su cui le organizzazioni sindacali si erano già espresse nell'incontro preparatorio che ha preceduto il tavolo di trattativa: resta «ferma la posizione in riferimento al numero, alla fruizione dei permessi e alla gestione delle flessibilità in tema di orario e organizzazione del lavoro». Così, scrivono nel comunicato congiunto, «pur approfondendo con un'ampia discussione tutti i temi posti al tavolo, abbiamo manifestato la nostra difficoltà rispetto alle reiterate richieste dell'associazione datoriale riguardo a questi due argomenti. L'incontro si è concluso con la conferma reciproca di distanze significative e la necessità di ulteriori riflessioni per entrambe le parti». Ma da parte delle sigle confederali, «si sta predisponendo una iniziativa pubblica sul valore del lavoro in farmacia, che porti l'attenzione su professionalità, formazione, servizi, responsabilità dei collaboratori di farmacia».

Francesca Giani
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