Sanità

feb232018

Ccnl e flessibilità, Filcams Cgil: nel contratto strumenti ancora attuali, poco noti e poco praticati

Ccnl e flessibilità, Filcams Cgil: nel contratto strumenti ancora attuali, poco noti e poco praticati
Chiusa la fase esplorativa della trattativa per il rinnovo del contratto delle farmacie private, il sindacato dei dipendenti traccia un punto sull'andamento del tavolo con Federfarma. In questi anni, afferma Massimo Mensi, delegato Filcams Cgil nazionale con riferimento alla scadenza del contratto di cinque anni fa, «sono mancati il necessario confronto e la crescita di una dialettica per affrontare con gradualità i cambiamenti che il mondo delle farmacie si è trovato ad affrontare». E chiarisce: «Il Ccnl scaduto contiene in sé parti che necessitano una revisione alla luce dei cambiamenti delle normative in materia di mercato del lavoro, ciò non toglie la validità di alcuni strumenti ancora attuali e forse poco conosciuti ed ergo poco praticati dalla controparte. Un esempio sono le richieste continue sulla cosiddetta flessibilità: alla nostra richiesta di "capire" la ratio di ulteriore richiesta di flessibilità rispetto all'orario multiperiodale, non ci sono stati presentati dati di approfondimento. L'articolato contrattuale scaduto ha delle previsioni che possono già rispondere a una "buona" flessibilità». E in merito ricorda il caso della farmacista licenziata pochi giorni fa a Novara con un provvedimento disciplinare perché «si è rifiutata - in modo a nostro avviso assolutamente legittimo - di lavorare in un turno straordinario domenicale che l'azienda le ha chiesto di fare nella farmacia 24ore (che non era di guardia farmaceutica quella domenica). Un caso del genere - afferma Mensi - dimostra quanto sia ancora sensibile il tema del lavoro domenicale per i nostri lavoratori (che in larga maggioranza nelle farmacie sono lavoratrici), e quanto molte aziende provino a far diventare obbligatorio il lavoro domenicale e festivo anche nelle aperture non disposte dall'autorità sanitaria ma dalle politiche commerciali». Ed è proprio sulla flessibilità degli orari che il sindacato ha focalizzato l'attenzione lanciando sul proprio sito un sondaggio online. «Filcams Cgil sta cercando di praticare tutti i percorsi possibili per essere vicini alla filiera del farmaco, in un'ottica di Sindacato 2.0 - spiega Mensi e parlando del sondaggio riporta: «Abbiamo notato che le percentuali di risposta si sono distribuite in maniera piuttosto costante tra le diverse opzioni, man mano che cresceva il numero di risposte ed è emerso che nella realtà il panorama della gestione della flessibilità degli orari nelle farmacie private è già piuttosto articolato. Circa il 12% di chi ha risposto riferisce che la sua flessibilità è programmata nell'anno secondo il dettame contrattuale, un altro 15% invece riporta di svolgere al bisogno lavoro straordinario retribuito, mentre per il 16% l'orario rimane costante a 40 ore in tutte le settimane dell'anno. Il dato che risalta più evidente tuttavia è che il 51% si dichiari nella situazione di gestione più estrema della flessibilità, "faccio ore in più al bisogno con poco preavviso, e recupero quando decide il titolare", elemento di cui non possiamo non tenere conto nella discussione».
E sulla conclusione rapida della trattativa Mensi afferma: «Gli auspici sono sempre quelli di trovare un tavolo negoziale in grado di trovare in tempi brevi i necessari punti di convergenza tra le parti; purtroppo la latenza dei cinque anni, non ha aiutato a risolvere gli elementi critici».(SZ)
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