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giu52019

Cefalea a grappolo, nuovo farmaco iniettivo approvato da Fda

Cefalea a grappolo, nuovo farmaco iniettivo approvato da Fda

Cefalea a grappolo, la Fda approva il trattamento a base di galcanezumab per la patologia negli adulti

La Food and Drug Administration (Fda) comunica l'approvazione del trattamento della cefalea a grappolo episodica negli adulti a base di iniezioni di galcanezumab. Si tratta del primo farmaco approvato dall'ente di controllo statunitense in grado di ridurre la frequenza degli attacchi, assumibile tramite auto iniezione da parte del paziente una volta al mese in dosi da 300mg.
Come riportato dalla nota ufficiale della Fda, la cefalea a grappolo è una forma di mal di testa che alterna periodi di remissione a periodi di forti attacchi, solitamente concentrati in particolari momenti della giornata, e che presenta una sintomatologia molto nutrita: dagli occhi iniettati di sangue alla lacrimazione eccessiva, dall'abbassamento della palpebra alla congestione nasale e sudorazione facciale, sino a momenti di irrequietezza e agitazione. Gli episodi possono verificarsi anche più volte al giorno, con una durata che varia dai 15 minuti alle 3 ore.
L'efficacia del galcanezumab è stata dimostrata tramite uno studio clinico eseguito su 106 pazienti, misurandone il numero medio di cefalee a grappolo nell'arco di tre settimane e confrontando le variazioni rispetto al gruppo sotto placebo. I pazienti in trattamento con galcanezumab hanno riportato in media 8,7 episodi in meno rispetto all'inizio del trattamento, rispetto ai 5,2 testimoniati dal gruppo di controllo con placebo.
L'ente di controllo riferisce il rischio di reazioni di ipersensibilità legate all'uso di galcanezumab, al manifestarsi delle quali il trattamento deve essere interrotto. L'effetto collaterale più comunemente sperimentato è stato il manifestarsi di reazioni sul punto di iniezione.
«Il galcanezumab costituisce per i pazienti il primo farmaco approvato dalla Fda in grado di ridurre la frequenza degli attacchi di cefalea a grappolo, una patologia estremamente dolorosa e debilitante - ha spiegato Eric Bastings, deputy director della divisione Prodotti Neurologici nel Centro per la valutazione e la ricerca dei farmaci della Fda -. Ci impegneremo per proseguire la collaborazione con le case farmaceutiche al fine di sviluppare trattamenti in grado di soddisfare la richiesta dei pazienti».
«Fino ad ora non c'erano molti altri trattamenti disponibili - il commento di Libby Driscoll, vice presidente della business unit di neuroscienze di Eli Lilly, casa farmaceutica che detiene i diritti sul galcanezumab (Emgality) -. I pazienti ricorrevano a prodotti non approvati o privi di una reale efficacia scientificamente dimostrata».
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