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set82016

Celiachia: aumentano i consumatori gluten-free ma non le diagnosi

Celiachia: aumentano i consumatori gluten-free ma non le diagnosi
Anche se la prevalenza di malattia celiaca sembra essere stabile negli ultimi anni, sempre più persone mangiano senza glutine. Ecco, in sintesi, quanto emerge da una lettera di ricerca pubblicata su Jama Internal Medicine con la supervisione di Hyun-seok Kim, della Rutgers New Jersey Medical School di Newark, in cui sono stati analizzati i dati del National Health and Nutrition Examination Surveys (Nhanes) dal 2009 al 2014, per un totale di 22.278 individui sopra i sei anni. La coorte è stata sottoposta ai test ematici per la malattia celiaca, e le informazioni sulla diagnosi nonché sull'aderenza alla dieta priva di glutine sono state raccolte in interviste svolte di persona. Complessivamente lo 0,69% degli individui studiati aveva una diagnosi celiachia e l'1,08% seguiva una dieta priva di glutine anche se non aveva la malattia, secondo gli autori dell'articolo.

«Questi numeri equivalgono negli Stati Uniti a circa 1,76 milioni di persone affette da celiachia e a 2,7 milioni di persone che seguono un'alimentazione senza glutine sebbene non abbiano la malattia celiaca» affermano i ricercatori. E i risultati ottenuti dimostrano che, mentre la prevalenza della malattia celiaca sembra essere rimasta ferma allo 0,7% circa tra il 2009 e il 2012 e addirittura ridotta allo 0,58% nel 2013-2014, l'aderenza a una dieta priva di glutine per le persone senza celiachia è aumentata nel tempo dallo 0,52% nel 2009 allo 0,99% nel 2012 e all'1,69% nel 2014.

«Le due tendenze potrebbero essere correlate, in quanto il ridotto consumo di glutine potrebbe aver contribuito al plateau della malattia celiaca» ipotizza Kim. E in un editoriale di commento Daphne Miller del Department of Family and Community Medicine alla University of California San Francisco, scrive: «Il crescente interesse per una dieta priva di glutine per le persone che non soffrono di celiachia potrebbe essere dovuto ad una varietà di fattori, tra cui la convinzione che un'alimentazione senza glutine sia più sana, la crescente disponibilità di prodotti gluten-free e un'auto-diagnosi di sensibilità al glutine da parte di alcuni».

Jama Internal Medicine 2016. doi:10.1001/jamainternmed.2016.5254 http://archinte.jamanetwork.com/article.aspx?doi=10.1001/jamainternmed.2016.5254

Jama Internal Medicine 2016. doi:10.1001/jamainternmed.2016.5271 https://dx.doi.org/10.1001/jamainternmed.2016.5271
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