Sanità

dic42015

Censis, per il 43% degli italiani la sanità sta peggiorando

Censis, per il 43% degli italiani la sanità sta peggiorando
Quasi il 43% (42,7%) degli italiani pensa che la sanità stia peggiorando, una quota di delusi che sale al 64% al Sud. Inoltre il 55,5% considera inadeguato il Servizio sanitario regionale (Ssr), con picchi dell'82,8% nel Mezzogiorno. È quanto emerge dal capitolo 'Il sistema di welfare', del 49esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2015. «La capacità del privato di offrire prestazioni a prezzi sostenibili e la lunghezza delle liste di attesa nel pubblico, si risolve spesso nella scelta dei cittadini di pagare per intero di tasca propria le prestazioni», dice il Censis. E problema non da poco, i costi e tempi di attesa che hanno andamenti inversi nel passaggio dal pubblico al privato, poiché all'aumentare dei costi delle prestazioni nel privato corrisponde una diminuzione dei tempi di attesa, e viceversa. Una colonscopia nel privato, infatti, richiede circa 169 euro in più rispetto al pubblico e riduce i tempi di attesa di 74 giorni; per una risonanza magnetica nel privato, la spesa è di 79 euro in più con una riduzione dei tempi di attesa di 69 giorni. Da un'analisi complessiva dei dati del Rapporto, il dato più rilevante è che il restringimento del welfare alimenta gli squilibri sociali, e ammalarsi può diventare un problema serio. Sono 7,7 milioni, secondo il Censis, le persone che in un anno si sono indebitate o hanno chiesto un aiuto economico per pagare le cure. La spesa sanitaria pubblica, cresciuta dal 2007 al 2010 da 101,9 miliardi di euro a 112,8 miliardi, negli ultimi anni «ha registrato - si legge nel Rapporto - una inversione di tendenza, con una riduzione tra il 2010 e il 2014, attestandosi nell'ultimo anno a 110,3 miliardi. La spesa sanitaria privata delle famiglie, invece, dal 2007 al 2014 è passata da 29,6 a 32,7 miliardi, raggiungendo il 22,8% della spesa sanitaria totale». E c'è chi fatica a pagare le cure. La percentuale di famiglie a basso reddito in cui nell'ultimo anno almeno un membro ha dovuto rinunciare o rimandare prestazioni sanitarie è elevata: il 66,7%. Anche l'andamento del Fondo nazionale per le politiche sociali testimonia il progressivo ridimensionamento dell'impegno pubblico, nonostante il parziale recupero degli ultimi tre anni: 1.565 milioni di euro nel 2007, 43,7 milioni nel 2012, 400 milioni nel 2015 (-74,4% nell'intero periodo).

Rossella Gemma
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