Sanità

nov222010

Cerm, con federalismo promosse otto Regioni

In Italia cinque Regioni sono già virtuose in sanità, tanto da fare da riferimento per l'introduzione dei “costi standard” con il federalismo fiscale. Ma se già oggi fosse applicato il costo standard, soltanto altre tre Regioni passerebbero l'esame: tutte le altre non sarebbero in grado di garantire la stessa qualità delle cure a costi contenuti. È quanto emerge dai dati presentati ieri a Milano al convegno nazionale Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), che vedono come “fanalino di coda” dei più virtuosi la Campania e la Puglia. A non temere affatto i costi standard, dicono i dati Fiaso elaborati dagli economisti sanitari Fabio Pammolli e Nicola Salerno del CeRM, sono Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Umbria, «che non dovrebbero operare correzioni di spesa per mantenere gli attuali standard qualitativi che sono già oggi sostanzialmente in linea con quelli delle 5 Regioni benchmark». A essere promosse, invece, sarebbero Molise, Marche e Liguria. Ad arrancare, invece, sono soprattutto le Regioni del Sud: «Spiccano i casi della Campania - dice la Fiaso - con 1.594 milioni di sovraspesa e un deficit di qualità di circa il 42% rispetto alle Regioni più virtuose. Seguono la Calabria con 302 milioni ma ben il 52% di deficit qualitativo, la Puglia (735 milioni e 44%), la Sicilia (535 milioni e 42%) e la Sardegna (261 milioni e 38%), mentre Basilicata e Abruzzo pur essendo sostanzialmente in linea a livello di spesa registrano deficit qualitativi rispettivamente del 38 e del 33%».


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