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apr122017

Cheratosi attinica e rosacea, terapie con luce e nuovi farmaci in linee guida Sidemast

Cheratosi attinica e rosacea, terapie con luce e nuovi farmaci in linee guida Sidemast
In arrivo nuove linee guida e raccomandazioni sulla gestione di cheratosi attinica e rosacea. L'annuncio è avvenuto ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione del Congresso Sidemast previsto a Sorrento dal 3 al 6 maggio. «Le cheratosi attiniche», ha spiegato Giuseppe Monfrecola, Ordinario di Dermatologia all'Università Federico II di Napoli e Presidente del 92° Congresso Nazionale SIDeMaST, appartengono alla famiglia dei cosiddetti tumori cutanei non melanoma (Nmsc) molto comuni che in Italia mostra una prevalenza di oltre 1 persona su 4, arrivando a una prevalenza di 1 su 3 nella popolazione maschile. La pericolosità di questa forma tumorale è data dalla possibile progressione da questa forma pre-maligna a forme tumorali invasive quali i carcinomi squamocellulari o spinocellulari (spinaliomi)». Oltre alla prevenzione, soprattutto per quanto riguarda l'utilizzo di idonee protezioni solari per evitare l'insorgenza della malattia, in presenza delle lesioni è quindi opportuno intervenire per evitarne la progressione». E sul fronte degli interventi, nel corso del Congresso sarà presentato un documento redatto da un panel di esperti sulla terapia fotodinamica in daylight per fornire al dermatologo tutte le informazioni pratiche del protocollo di trattamento.

«La terapia fotodinamica» spiega Piergiacomo Calzavara Pinton, Presidente SIDeMaST «consiste nell'applicazione di una sostanza (5-metil-aminolevulinato) che posta sotto una fonte luminosa si attiva provocando la morte delle cellule tumorali. La terapia fotodinamica convenzionale usa come fonte luminosa una lampada a raggi rossi, mentre quella daylight usa la luce solare. Quest'ultima tecnica che consente di curare con il sole i danni provocati dal sole ha un'efficacia simile al trattamento fotodinamico convenzionale, ma presenta notevoli vantaggi sia per il medico sia per il paziente. I vantaggi per il medico derivano da una notevole semplificazione del trattamento: i tempi di trattamento sono ridotti, non sono necessarie attrezzature e personale specifici, si può trattare una maggiore area cutanea durante la seduta e consente di trattare più pazienti contemporaneamente».

Ma nel corso del Congresso verrà presentata anche una revisione del documento per la gestione della rosacea. «Tra le novità riguardanti la gestione della rosacea c'è un nuovo sistema di classificazione: la convenzionale suddivisione in sottotipi ha mostrato diversi limiti dovuto alla loro sovrapposizione e alla loro limitatezza in termini di evoluzione delle manifestazioni nel tempo» spiega Aurora Parodi, professore ordinario di Dermatologia, Direttore Uoc Clinica dermatologica, Irccs Aou San Martino - IST Genova, DiSSal Università di Genova. «Recentemente il gruppo ROSacea COnsensus (ROSCO), panel internazionale di dermatologici e oftalmologi, ha proposto un nuovo approccio basato sul fenotipo, ossia sulle caratteristiche che possono essere osservate nel paziente. Questo nuovo approccio permette di focalizzarsi maggiormente sulle problematiche del singolo paziente e sugli aspetti della malattia che vengono percepiti come più invalidanti e consente di ottimizzare in modo migliore i trattamenti che sono mirati a manifestazioni cliniche». Su questo fronte tra le novità presenti in questo aggiornamento delle linee guida per la gestione della rosacea c'è l'introduzione dell'ivermectina come farmaco di prima linea per il trattamento della rosacea in presenza di papule e pustole infiammatorie da lieve/moderato a severo. «Questa terapia» riprende Monfrecola «consiste nell'applicazione di una crema con ivermectina all'1%. L'ivermectina ha un'azione sia anti-infiammatoria sia anti-parassitaria agendo in modo sinergico sulle cause di questa malattia».
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