NUTRIZIONE

apr112019

Cioccolato, fondente è meglio. Attenzione alle interazioni con farmaci

Il cioccolato va consumato con moderazione, meglio se fondente: ha effetti positivi sulla salute grazie ad alcuni componenti particolari contenuti nella polvere di cacao

Cioccolato, fondente è meglio. Attenzione alle interazioni con farmaci
Il cioccolato va consumato sempre con una certa moderazione, soprattutto nei periodi di festa in cui si tende a mangiare in generale di più e piatti più elaborati. Tuttavia, il suo consumo può avere effetti positivi sulla salute grazie ad alcuni componenti particolari contenuti nella polvere di cacao.
Le due versioni più note sono il cioccolato fondente e quello al latte: nel primo caso l'ingrediente caratterizzante è il cacao in percentuale elevata. Il latte è assente ma la sua presenza distingue l'altra versione, quella al latte appunto, più ricca in generale di zuccheri, di proteine e di grassi totali (i grassi del latte infatti si aggiungono a quelli caratteristici del burro di cacao, ottenuto direttamente dalla spremitura del seme). Nella varietà fondente la presenza di zucchero è più contenuta, a favore di una maggior contenuto di cacao che conferisce un sapore molto amaro e a volte astringente. Da un punto di vista energetico il cioccolato fondente apporta una quantità di calorie inferiore.
Il cacao, volendo parlare di alcuni effetti positivi sulla salute, è l'elemento che fa la differenza perché ricco di flavonoli, la cui attività in vitro e in vivo è oggi molto studiata. Una prima evidenza però è che la lavorazione che porta ad ottenere il prodotto-cioccolato può diminuire le quantità di tali molecole nel cacao, relativizzando i benefici ipotizzati.
Ai polifenoli e in particolari ai flavonoli che nel solo cacao - non lavorato - sono in quantità persino superiore a quelli del tè e caffè, si attribuiscono effetti antiossidanti e antinfiammatori. Molti autori sono concordi sulla necessità di effettuare studi meglio disegnati, nei quali, per esempio, si distingua secondo la tipologia di cioccolato consumato, ma la letteratura dà comunque evidenze di effetti positivi su alcune patologie cardiovascolari: la riduzione dell'ossidazione dei grassi nel sangue spiegherebbe la protezione dai danni da radicali liberi, verso vasi sanguinei e cuore.
Oltre al ruolo dei polifenoli, la composizione del cioccolato però è interessante per i valori di alcuni minerali (potassio e magnesio) che hanno un effetto positivo sul controllo della pressione; il cioccolato favorisce l'attività della serotonina, neurotrasmettitore con attività antidepressiva; mentre la teobromina e le piccole quantità di caffeina contenute possono dare sollievo al senso di stanchezza e di spossatezza (125g di cioccolato apporterebbero tanta caffeina quanto quella di una tazza di caffe).
Il consiglio è comunque quello di consumarlo in quantità moderata, nell'ambito di una dieta equilibrata e di uno stile di vita attivo, scegliendo preferibilmente cioccolato con alte quantità di cacao (dal 70% e oltre), abituandosi al sapore amaro per gradi.
Attenzione alla contemporanea assunzione di farmaci specifici: secondo Aifa, il contenuto in caffeina può potenziare l'effetto di alcuni stimolanti (metilfenidato), e ostacolare quello di sedativi-ipnotici (zolpidem). Infine, il cioccolato dovrebbe essere limitato anche in caso di assunzione di inibitori delle monoaminoossidasi, se usati come ansiolitici antidepressivi.

Francesca De Vecchi
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