Galenica

giu302017

Clobetasolo, quando la galenica è la risposta alle carenze

Periodicamente reperire la crema o l'unguento industriale a base di clobetasolo è complicato. Un glicocorticoide, analogo del prednisolone, dotato di elevata attività antiinfiammatoria

Clobetasolo, quando la galenica è la risposta alle carenze
Recentemente abbiamo passato dei periodi dove reperire la crema o l'unguento industriale a base di clobetasolo era quanto mai complicato. Il clobetasolo è un glicocorticoide, analogo del prednisolone, dotato di elevata attività antiinfiammatoria e immunosoppressiva e di modesta attività mineralcorticoide.

Questo medicinale viene utilizzato in tutte quelle affezioni cutanee sensibili al trattamento con corticosteroidi, in particolare eczemi, dermatiti atopiche e psoriasi. Altre situazioni, più particolari, nelle quali il clobesolo ha trovato applicazione sono l'alopecia areata, anche dei bambini, e il Lichen Sclerotizzante Vulvare.
È importante ricordare che l'assorbimento percutaneo del farmaco può essere aumentato significativamente nelle malattie che alterano la barriera epidermica ed in caso di cute infiammata. Anche la presenza di un bendaggio occlusivo aumenta di molto l'assorbimento.
E un "bendaggio occlusivo 2.0" è proprio quello che hanno provato a realizzare Nor e Imran per trattare i cheloidi. Il clobetasolo propionato in crema allo 0,05% è stato infatti applicato sulla cute e successivamente si è effettuato un "bendaggio occlusivo" con un cerotto siliconico.
Dopo 12 settimane di trattamento si è osservata una significativa riduzione nel cheloide, con scarsi effetti collaterali. Da considerare anche l'elevata compliance da parte del paziente: l'alternativa terapeutica studiata in questo articolo erano infatti delle iniezioni settimanali sub-lesione di tramcinolone (stessa efficacia, più effetti collaterali).

Se ci si presentasse una richiesta da parte del medico (ricetta ripetibile, nota 2 Tabella 4 FUI XII), ecco dunque alcuni esempi di come si potrebbe realizzare la crema a base di clobetasolo propionato presentata nell'articolo:

Clobetasolo Crema
Materiali: bilancia, mortaio, pestello
Clobetasolo propionato 0,05g
Glicole propilenico 2g
Crema base qb a 100g
Poiché il clobetasolo propionato è moderatamente solubile negli alcoli, si utilizza il glicole propilenico sia come agente solubilizzante che come penetration enancher. Miscelo il clobetasolo con il glicole propilenico e quindi aggiungo la quantità di crema base preconfezionata levigando con il pestello fino ad omogeneità.

Clobetasol Cream BP 2012
Materiali: bilancia, bagnomaria, 2 capsule in acciaio, 2 becher, bacchetta di vetro, spatola, termometro, piastra riscaldante
Clobetasolo propionato 0,05g
Crema base qb a 100g
Crema base:
glicerilmonostearto g11
alcol cetostearilico g8
glicerilmonosterato autoemulsion 1,5g
paraffina solida 1,5g
glicole propilenico 36g
clorocresolo 0,075g
sodio citrato 0,05g
acido citrico 0,05g
acqua depurata 100g
A bagnomaria, metto in una capsula di acciaio gliceril monostearato, alcol cetostearilico, glicerilmnostearato autoemulisonante e la paraffina e riscaldo fino alla temperatura di 60°. I componenti si fondono assieme sotto leggera agitazione, quindi li mantengo a temperatura costante. Nel becher, solubilizzo il clobetasolo propionato in 10g di glicole propilenico. In un secondo becher faccio bollire l'acqua e attendo si raffreddi fino a 75°C; vi solubilizzo l'acido citrico, il sodio citrato e il clorocresolo come conservante. Aggiungo infine la restante parte di glicole propilenico. Controllando che le temperature siano rispettate, verso la fase acquosa nella fase oleosa, e, sotto costante agitazione, attendo che la crema arrivi a temperatura ambiente. Incorporo quindi la soluzione di clobetasolo propionato e glicole propilenico precedentemente realizzata. La crema è in veicolo da preferire quando si debbano trattare delle superfici cutanee delicate o umide. In alternativa è possibile allestire anche l'unguento.

Clobetasolo unguento (bP 2012)
Materiali: bilancia, becher, bacchetta di vetro, spatola, capsula di acciaio, bagnomaria, termometro
clobetasol propionato 0,05g
unguento base q.b. a 100g
unguento base:
Propilen glicole 5g
sorbitanmonooleato (Sapn 80) 0,5g
vaselina bianca filante qba 100g
Nel becher solubilizzo il clortasolo propionato nel glicole propilenico.
Metto a bagnomaria Span 80, vaselina e propilen glicole e riscaldo fino a 60°C. Mantengo in costante agitazione fino a solubilizzazione dei componenti. Continuando a mescolare, incorporo la soluzione di clobetasolo propionato. L'unguento sarà preferito come veicolo nei casi di dermatosi secche squamose ad impronta lichenoide ed ipercheratosica. Sottolineiamo l'importanza della miscelazione costante fino a raffreddamento, per prevenire la formazione di parti di crema o unguento più compatte e garantire un'uniforme dispersione del principio attivo.

Importante ricordare che il clobetasolo è da evitare (così come i tutti i cortisonici) in caso di concomitanti infezioni virali, micotiche e batteriche della cute, acne rosacea, acne vulgaris, dermatite periorale e ulcere cutanee. Nel caso si debba necessariamente utilizzare in queste situazioni è necessario istituire un'appropriata terapia antibatterica o antimicotica.
Meglio ricadere su altri principi attivi anche per i bambini sotto un anno di età.

Luca Guizzon
Farmacista esperto di fitoterapia e Responsabile del laboratorio galenico di Farmacia Campedello
Per suggerimenti, richieste e feedback: luca@guizzon.it - www.farmaciacampedello.it

Fonti:
Manuale delle preparazioni galeniche, bettiol
Medicamenta
JAMA Dermatol.2014 Jan;150(1):47-50.
Clin Drug Investig.2017 Mar;37(3):295-301


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