Galenica

ott182019

Clorexidina, disinfettante post-chirurgico in soluzione acquosa

La clorexidina è conosciuta per essere il principale disinfettante della cavità orale, ma le sue proprietà disinfettanti sono utilizzate anche in ambito chirurgico

Clorexidina, disinfettante post-chirurgico in soluzione acquosa
La clorexidina è conosciuta per essere il principale disinfettante della cavità orale, ma le sue proprietà disinfettanti sono utilizzate anche in ambito chirurgico, in particolare, come detergente per limitare le infezioni in ambito ospedaliero.
È un disinfettante bisguanidinico con effetto battericida e batteriostatica a largo spettro: colpisce anche batteripseudomonas, funghi e virus. Per ridurre le infezioni contratte in ambito ospedaliero, si utilizzano normalmente delle soluzioni detergenti al 2- 4% in clorexidina, seguito da abbondante risciacquo.
Infatti, soluzioni concentrate di clorexidina o dei suoi sali possono causare irritazioni di tessuti sensibili o sensibilizzazione degli stessi. Proprio per questo, normalmente l'utilizzo di questi bagni si effettua per brevi periodi o con intervalli di tempo ben prestabiliti. Infatti, soluzioni al 2% di clorexidina, utilizzate a giorni alterni per 28 giorni, hanno fatto calare del 45% l'incidenza di infezioni al tratto urinario in pazienti cateterizzati, infezioni nel sito di incisione chirurgica.

Esempio formulativo:
Materiali: becher, bilancia, bacchetta di vetro, pHmetro, cilindro graduato
Clorexidina gluconato soluzione al 20%200g
Acqua altamente depurata qb a 1l

In un becher sufficientemente capiente, miscelare i componenti agitando lentamente per evitare la formazione di schiuma. Si possono addizionare agenti schiumogeni per una miglior compliance del paziente.
Se si percorre questa strada, bisogna ricordarsi dell'incompatibilità della clorexidina con i materiali anioinici e agenti sospendenti. La clorexidina, di per sé, è poco solubile in acqua, per questo si utilizzano i Sali che sono più solubili.
Attenzione alla temperatura ed al pH: la clorexidina e i suoi sali sono stabili a t.a., ma se scaldati possono decomporsi con formazione di 4-cloroanilina. Tale decomposizione aumenta con la temperatura e con il pH alcalino. Il pH è essenziale anche per l'attività della clorexidina: essa è più attiva a pH neutro o leggermente acido. Da qui, l'utilità di verificare il pH della soluzione ed eventualmente aggiustarlo con acidi deboli. Anche se i sali di clorezidina alla concentrazione di 0,05% risultano incompatibili con borati, bicarbonati, carbonati, cloruri, citrati, fosfati e solfati, con cui formano Sali che precipitano.
Nel caso i vestiti del paziente vengano in contatto con la soluzione di clorexidina, si consiglia di non utilizzare sodio ipoclorito per il candeggio della biancheria venuta a contatto con clorexidina, per evitare la comparsa di macchie brune (per eventuale candeggio è preferibile impiegare sodio perborato).

Luca Guizzon Farmacista clinico territoriale, esperto in fitoterapia, Farmacia Campedello, Vicenza
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