farmaci

mar32021

Clorochina. Dubbi su efficacia in trattamento o prevenzione del Covid

Clorochina. Dubbi su efficacia in trattamento o prevenzione del Covid

È stata condotta una revisione per valutare gli effetti della clorochina (impiegata per la malaria) e dell'idrossiclorochina (usata per malattie reumatiche) nel trattamento di Covid-19

Una revisione Cochrane è stata condotta per valutare gli effetti della clorochina (impiegata per la malaria) e dell'idrossiclorochina (usata per malattie reumatiche come l'artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico) nel trattamento delle persone malate di Covid-19, nel prevenire la malattia nelle persone a rischio di contrarre l'infezione (come gli operatori sanitari) e nelle persone esposte al virus che sviluppano la malattia. Gli autori - guidati da Bhagtešwar Singh, dell'Unità malattie tropicali e infettive del Royal Liverpool University Hospital (UK) e del dipartimento di Malattie infettive del Christian Medical College di Vellore (India) - hanno effettuato una ricerca sui maggiori database di studi in cui provava a somministrare clorochina e idrossiclorochina alle persone con le caratteristiche sopracitate.
Sono stati trovati 14 studi pertinenti: 12 studi con clorochina o idrossiclorochina usate per trattare il Covid‐19 in 8.569 adulti, due studi sull'idrossiclorochina per fermare il Covid‐19 in 3.346 adulti che erano stati esposti al virus ma erano privi di sintomi di infezione. Non sono stati trovati studi completi su questi medicinali per fermare il Covid‐19 in persone che erano a rischio di esposizione al virus: gli studi sono ancora in corso. Gli studi si sono svolti in Cina, Brasile, Egitto, Iran, Taiwan, Nord America ed Europa; uno era condotto in tutto il mondo. Alcuni studi sono stati in parte finanziati da aziende farmaceutiche che producono idrossiclorochina.

Dubbi sull'efficacia nel trattamento del Covid-19

Questi i principali risultati della revisione Cochrane. In riferimento al trattamento del Covid-19 «rispetto alla cura abituale o placebo, l'idrossiclorochina:
a) chiaramente non ha influenzato quante persone sono morte (da qualsiasi causa; 9 studi su 8.208 persone);
b) probabilmente non ha influito sul numero di persone che avevano bisogno di ventilazione meccanica (3 studi; 4.521 persone);
c) potrebbe non influenzare quante persone sono ancora risultate positive al virus dopo 14 giorni (3 studi; 213 persone).
«Non sappiamo se l'idrossiclorochina influisca sul numero di persone i cui sintomi sono migliorati dopo 28 giorni» aggiungono gli autori. «Rispetto ad altri trattamenti antivirali (lopinavir più ritonavir), la clorochina ha fatto poca o nessuna differenza rispetto al tempo necessario per migliorare i sintomi (1 studio; 22 persone)». Inoltre, rispetto alle cure abituali in uno studio su 444 persone, l'idrossiclorochina somministrata con azitromicina (un antibiotico) non ha fatto alcuna differenza riguardo a: a) quante persone sono morte; b) quanti avevano bisogno di ventilazione meccanica; c) tempo trascorso in ospedale. «Rispetto al febuxostat (un medicinale per il trattamento della gotta), l'idrossiclorochina non ha fatto alcuna differenza per quante persone sono state ricoverate in ospedale o per i cambiamenti osservati nelle scansioni dei polmoni delle persone; non sono stati però segnalati decessi (1 studio; 60 persone)» affermano Singh e colleghi.

Dubbi sull'efficacia nella prevenzione del Covid-19

Riguardo alla prevenzione del Covid‐19 nelle persone a esso esposte, «non sappiamo se l'idrossiclorochina influisca su quante persone hanno sviluppato Covid‐19 o quante persone sono state ricoverate in ospedale con Covid‐19, rispetto a quelle che ricevono un trattamento placebo (1 studio; 821 persone)» scrivono gli autori. «Rispetto alle cure abituali, l'idrossiclorochina non ha fatto alcuna differenza per il rischio di sviluppare Covid‐19, o anticorpi contro il virus, nelle persone a esso esposte (1 studio; 2.525 persone)». È poi affrontato il capitolo degli effetti indesiderati.
Se utilizzato per il trattamento del Covid‐19, rispetto alle cure abituali o placebo, idrossiclorochina:
a) probabilmente aumenta il rischio di lievi effetti indesiderati (6 studi; 1.394 persone);
b) può non aumentare il rischio di gravi effetti nocivi (6 studi; 1.004 persone);
c) se somministrato insieme all'azitromicina, l'idrossiclorochina aumenta il rischio di effetti indesiderati, ma non fa alcuna differenza per il rischio di gravi effetti indesiderati (1 studio; 444 persone);
d) rispetto a lopinavir più ritonavir, la clorochina ha fatto poca o nessuna differenza per il rischio di effetti indesiderati (1 studio; 22 persone);
e) utilizzata per prevenire il Covid‐19, l'idrossiclorochina probabilmente causa più effetti indesiderati rispetto al placebo, ma può non aumentare il rischio di effetti indesiderati gravi e dannosi (1 studio; 700 persone).
In sintesi, emergono tre messaggi chiave:
1) l'idrossiclorochina non riduce i decessi dovuti al Covid‐19 e probabilmente non riduce il numero di persone che necessitano di ventilazione meccanica;
2) l'idrossiclorochina ha causato più effetti indesiderati di un trattamento placebo, anche se non sembra aumentare il numero di gravi effetti indesiderati;
3) non si ritiene che si debbano iniziare nuovi studi sull'idrossiclorochina per il trattamento del Covid‐19.

Fonte

Cochrane Database Syst Rev. 2021;2:CD013587. Doi: 10.1002/14651858.CD013587.pub2.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33624299/
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO