Sanità

mag82015

Colesterolo alto, Cittadinanzattiva: questione di famiglia. Mandelli: prevenzione latita

Colesterolo alto, Cittadinanzattiva: questione di famiglia. Mandelli: prevenzione latita

Non sempre il colesterolo alto è dovuto a cattive abitudini di vita. In Italia, molte persone convivono con l'ipercolesterolemia, non a causa di un'alimentazione disordinata e ricca di grassi, ma per una causa genetica. È questo uno degli aspetti emersi alla conferenza stampa di presentazione del progetto "Colesterolo, una questione di famiglia", un'indagine civica promossa da Cittadinanzattiva, attraverso il Tribunale per i diritti del malato e il Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici, presentata ieri a Roma presso la sala Nassirya del Senato della Repubblica. Rivolta ai pazienti e compilabile anche online sul sito www.cittadinanzattiva.it, da giugno a settembre, l'indagine valuta diversi aspetti: le dislipidemie e l'ipercolesterolemia familiare, le difficoltà della persona e della famiglia, la prevenzione, la diagnosi, il percorso di cura, la gestione e il monitoraggio della patologia, la terapia e l'umanizzazione delle cure. L'ipercolesterolemia familiare, del resto, è una condizione ereditaria che, nella forma più frequente, quella eterozigote, si stima colpisca nel mondo tra i 14 e i 34 milioni di persone, mentre in Italia potrebbe riguardarne circa 120.000/300.000. «Solo ciò che è misurabile è migliorabile - ha affermato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva - e l'indagine civica sull'ipercolesterolemia familiare ha proprio questo scopo: produrre evidenze, dal punto di vista dei cittadini e dei pazienti, sull'attuale organizzazione dei servizi, sulla capacità di presa in carico, sulle difficoltà che pazienti e familiari devono affrontare nella vita quotidiana dentro e fuori i servizi sanitari. Vogliamo non solo scattare una fotografia dello stato attuale delle cose, ma offrire anche strumenti e suggerimenti per superare le difficoltà che incontrano le persone con questa patologia e i loro familiari. Lo faremo insieme alle associazioni di pazienti, che saranno protagoniste in questa attività, e alle società scientifiche che ci aiuteranno a mettere meglio a fuoco la realtà». «Per migliorare la situazione - sottolinea Andrea Mandelli (Fi), membro della V Commissione Bilancio al Senato della Repubblica e presidente Fofi - si può fare molto, per esempio attivando la rete dei professionisti sul territorio per essere ancora più vicini ai pazienti e quindi cercare di sfruttare la rete delle farmacie e dei medici di medicina generale oltre che quelli di pediatria. Bisogna insomma cercare di fare quei primi passi sulla prevenzione che in Italia, appunto, latita». Secondo Mandelli un progetto come quello presentato «è utile: Cittadinanzattiva svolge un lavoro importante di stimolo per la politica e di aiuto ai cittadini. Dunque ben vengano iniziative come queste. La politica intanto cercherà di dare quelle risposte che le persone, ma noi per primi, ci aspettiamo». Lo strumento di indagine è realizzato da Cittadinanzattiva con il coinvolgimento di numerose società scientifiche e il lavoro finale sarà presentato a novembre 2015.

Rossella Gemma



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