Sanità

set192008

Commercio parallelo a norma europea

La Corte di giustizia europea è stata chiamata, dalla Corte di appello di Atene, a pronunciarsi sulla compatibilità del cosiddetto commercio parallelo con le norme comunitarie, nella battaglia legale tra la filiale greca della GlaxoSmithKline e i grossisti locali. Il verdetto ha innanzitutto stabilito che le imprese in posizione dominante che rifiutano, per evitare esportazioni parallele, di soddisfare gli ordinativi richiesti in quantità regolari dai grossisti, violano, di fatto, il diritto comunitario della concorrenza. La Corte lascia tuttavia al giudice nazionale il compito di accertare se il quantitativo degli ordini può essere considerato regolare o fuori quota. E deve farlo, ha precisato la Corte di giustizia europea, considerando sia le relazioni commerciali precedenti intrattenute dall'impresa farmaceutica con i grossisti interessati, sia l'entità degli ordinativi rispetto al fabbisogno del mercato dello Stato membro in questione. In Grecia i prezzi dei farmaci sono molto più bassi che nel resto d'Europa: proprio da ciò è nata la disputa tra la filiale greca di GSK e i grossisti di medicinali. Secondo i legali dell’azienda, infatti, i grossisti avrebbero ordinato grossi quantitativi di alcuni farmaci proprio per sfruttare i prezzi più alti in vigore negli altri Paesi europei.
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