Sanità

apr242019

Con chiusura farmacie cala aderenza terapia, lo dice studio Usa

Con chiusura farmacie cala aderenza terapia, lo dice studio Usa

Chiusura farmacie e calo aderenza terapeutica, uno studio della University of Illinois at Chicago sottolinea la relazione

Quando la farmacia di riferimento sul territorio chiude i battenti, nei pazienti si può verificare un calo dell'aderenza fino alla sospensione della terapia. L'impatto è stato misurato da uno studio americano pubblicato su JAMA Network Open, su un campione di circa 3milioni di pazienti over 50 in terapia con statine, prescritte almeno una volta tra gennaio 2011 e dicembre 2016. Nel 3% del campione, che ha fronteggiato la chiusura della farmacia, i ricercatori hanno notato una sensibile diminuzione dell'aderenza terapeutica già nei primi 3 mesi di monitoraggio. Una riduzione simile è stata riscontrata anche negli utilizzatori di betabloccanti e anticoagulanti orali.
I dati sono stati elaborati dal team di ricerca guidato da Dima Qato della University of Illinois a Chicago, e pubblicato su Jama Network. Scopo dell'analisi è stato l'individuazione di una possibile associazione fra chiusura delle farmacie e calo nell'aderenza terapeutica. Nella premessa dello studio, i ricercatori sottolineano che la "scarsa aderenza è un fenomeno che riguarda circa il 50% dei pazienti americani in cura con farmaci con prescrizione, utilizzati per lo più dalla popolazione più anziana che incontra molti ostacoli all'aderenza alla terapia, oltre al costo dei farmaci. Una di queste barriere - scrivono ancora - è l'accessibilità alle farmacie, e le chiusure sono di fatto tra gli eventi che diminuiscono tale accessibilità".
Per valutare la variazione nell'aderenza, è stato esaminato un campione casuale pari al 5% dei monitorati tra il 2011 e il 2016, con rilevamenti su 56.000 farmacie a livello settimanale. Nel campione di farmacie esaminate rientravano quindi sia il 97,1% dei punti vendita di catene sul territorio Usa, sia il 63,9% delle farmacie indipendenti. Il sistema di dati ha inoltre permesso la raccolta di informazioni sulla natura e sul numero delle prescrizioni. I dati hanno poi fornito una stima dei punti vendita chiusi, ossia le farmacie non più operative a livello fisico (cioè non i cambi di proprietà). Delle 59.375 farmacie che hanno segnalato transazioni regolate da prescrizione nel periodo d'esame, 3622 (6,1%) hanno terminato la propria attività.
Lo studio sui pazienti è avvenuto confrontando i valori di aderenza terapeutica all'interno del gruppo "colpito" dalla chiusura delle farmacie in cura con statine (circa 93.000), con i valori del gruppo di controllo, composto da pazienti le cui farmacie di riferimento sono rimaste aperte. Il raffronto ha evidenziato come il 23,8% del gruppo di studio non ha riacquistato il farmaco su prescrizione nei 12 mesi successivi alla chiusura, contro il 12,8% del gruppo di controllo. Risultato simile anche per quanti avevano dimostrato una buona aderenza terapeutica nell'anno precedente alla chiusura: in seguito alla cessata attività della farmacia di riferimento, il gruppo ha evidenziato un calo del 15,3%, contro il 3,5% del gruppo non soggetto a chiusura.
Le analisi hanno poi messo in luce come la diminuzione dell'aderenza vari a seconda dei gruppi di utenti: tra gli utilizzatori di statine, la diminuzione è stata maggiore fra i clienti di farmacie indipendenti o fidelizzati, che acquistavano farmaci presso un unico punto vendita, o che vivevano in un quartiere con meno farmacie.
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