Sanità

apr282011

Conasfa, liberalizzazione fascia C a danno dei farmacisti

«Archiviato il tentativo di inserire la sanatoria degli esercizi di vicinato

nel decreto “milleproroghe” ora si registra il tentativo di estendere a questi la vendita della fascia C». A sottolinearlo è Conasfa, Federazione nazionale dei farmacisti non titolari, con riferimento all’interrogazione parlamentare presentata alla Camera da Davide Cavallotto della Lega Nord e rivolta al ministro della Salute, relativa alla regolamentazione dell'attività degli esercizi di vicinato. In particolare, viene chiesto al Governo quale sia l'orientamento sulla questione della liberalizzazione dei farmaci con ricetta (fascia C) e quali iniziative intenda adottare per definire in modo più chiaro il ruolo degli esercizi commerciali in oggetto sul territorio nazionale. «C’è da chiedersi se veramente questo favorirebbe i colleghi che hanno aperto un esercizio commerciale» continua la nota Conasfa. «Se infatti adesso lamentano la difficoltà a praticare gli stessi prezzi della Gdo su Sop e Otc come potranno competere sul prezzo del prodotto per la disfunzione erettile o della pillola? Il vantaggio» conclude Conasfa «lo otterrebbero solo i grandi gruppi finanziari e gli esercizi di proprietà di farmacie che possono spuntare prezzi migliori di acquisto. In più, mettendo a rischio la stabilità economica delle farmacie, già provate dalle continue manovre di contenimento della spesa, si rischierebbe di aprire la strada alle catene ponendo fine alla possibilità di crescita professionale per tutti. Sarebbe un danno sia per i farmacisti che per il cittadino» Conasfa propone un modello diverso che vede «il mantenimento degli attuali esercizi commerciali, nei quali, sempre con l’assistenza del farmacista, vendere tutti i prodotti senza obbligo di prescrizione, aumentati di numero attraverso uno switch di una parte della fascia C. Propone inoltre una maggiore possibilità per tutti di accedere alla titolarità di una farmacia attraverso un drastico abbassamento del quorum e la fine della possibilità di vendere o ereditare la farmacia, che tornerebbe a concorso al compimento del 75 esimo anno del titolare».


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