Sanità

ott172017

Concorrenza e dubbi su incompatibilità, Ministero chiede parere al Cds

Concorrenza e dubbi su incompatibilità, Ministero chiede parere al Cds
Il ministero della Salute chiederà al Consiglio di Stato un parere per avere chiarimenti sui passaggi poco chiari della Legge n. 124 sulla concorrenza, in modo da fornire indicazioni applicative uniformi a Regioni e Asl. Lo ha annunciato Giuseppe Chinè, capo di gabinetto del Ministero, in occasione del seminario organizzato ieri a Roma dalla Fofi dedicato a "Legge sulla concorrenza: società di capitali, professioni e farmacia". Chinè ha spiegato che già Asl e farmacisti hanno inviato quesiti soprattutto in materia di incompatibilità e il parere del CdS scioglierebbe i dubbi e andrebbe a prevenire «eventuali contenziosi o comunque a risolverli in fretta. I Tar, infatti, tenderanno a rifarsi al parere del Consiglio di Stato. O comunque sarà proprio il Consiglio di Stato a doversi pronunciare in caso di ricorso in appello». Secondo Chinè l'applicazione della legge risentirà delle interpretazioni dei quesiti posti ma il parere non sarà sufficiente: «Ci sono aspetti che richiederanno nuovi interventi sulla cornice normativa che regola la gestione delle farmacie».

La legge n. 124 rappresenta una «sfidaepocale e un forte impulso al cambiamento per i farmacisti titolari e anche per Federfarma» ha afferma Marco Cossolo, presidente nazionale della Federazione. «Nessuno, neanche Federfarma, può pensare di rimanere uguale a ciò che era» ha aggiunto «se lo facessimo, offriremmo le farmacie su un vassoio d'argento alle società di capitali. Dobbiamo cambiare, valorizzare la professione e combattere per la nostra indipendenza. Ma essere indipendenti non significa restare soli, così come non ci può essere libertà senza sostenibilità economica».

L'invito alla coesione è arrivato anche dalla Fofi, nelle parole del presidente Andrea Mandelli: «Abbiamo invitato a questo seminario tutte le componenti della farmacia. Dobbiamo essere coesi se vogliamo rilanciare la nostra professione. L'essere riusciti, grazie a un emendamento a firma mia e di d'Ambrosio Lettieri, a far introdurre la possibilità, per le farmacie territoriali, di distribuire i farmaci innovativi, è un grande risultato e un punto di partenza nel processo di rilancio della professione».

A sostegno delle farmacie anche le parole, in apertura dei lavori, del ministro Beatrice Lorenzin con cui ha sottolineato che per rimanere universalistico e vicino ai cittadini il servizio sanitario deve considerare la farmacia come un erogatore di servizi sanitari a tutti gli effetti e non semplice manodopera che eroga prodotti. E ha ricordato come «alcune Regioni stiano coinvolgendo le farmacie nei piani di presa in carico dei pazienti cronici, ed è questa la direzione verso cui deve muoversi la sanità del futuro. Su due linee, in particolare, la prevenzione, a cominciare dagli stili di vita, e una nuova organizzazione della medicina del territorio affinché riesca a gestire la cronicità in modo efficiente e forte. Questo - ha detto Lorenzin - è un processo da costruire insieme, partendo dal riconoscimento del ruolo di ciascuno».(SZ)


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