Sanità

ago302017

Concorrenza e titolarità, l'esperto: le criticità della nuova norma

Concorrenza e titolarità, l’esperto: le criticità della nuova norma
La legge sulla Concorrenza, entrata in vigore il 29 agosto, «invade in modo altisonante la disciplina della titolarità societaria e il problema delle incompatibilità che problema continuerà ad essere per una mal scrittura del testo normativo». A dirlo è Marino Mascheroni dello Studio di consulenza Mascheroni Milano che approfondisce così le criticità «maggiormente evidenti»

"Che il Ddl Concorrenza, nella parte concernente la farmacia, fosse un coacervo di imperfezioni era noto, erano così auspicabili una serie di emendamenti correttivi al testo licenziato dalla Commissione Industria che non ci sono stati. Nel nostro ordinamento, lo sappiamo bene, di fronte a un testo normativo impreciso soccorre quasi unicamente la giurisprudenza, l'intervento del giudice ha dei tempi biblici. Le criticità maggiormente evidenti:

A) Le norme circa il socio non farmacista (abrogazione secondo comma art. 7 -Legge 362/1991) si applicano solo alle società di Capitali? Ciò si legge costantemente nella stampa di settore ma l'articolo modificato dice ben altro. Il secondo comma dell'art. 7 laddove si affermava che sono soci di società di cui all'articolo precedente farmacisti iscritti all'albo ed in possesso del requisito di idoneità è completamente sparito ed è stato abrogato. Dunque anche in una società di persona snc o sas, che dir si voglia, deve o dovrebbe essere ammesso il socio non farmacista sempre a patto che il direttore lo sia e sia anche idoneo. Esempio classico è la farmacia di famiglia (una piccola s.a.s.) nella quale si vuole inserire nella compagine sociale anche il figlio non farmacista per adempiere per esempio alla amministrazione. È ammissibile? Dal tenore del testo si: il socio non farmacista non è esclusiva delle società di capitali e non vi sarebbe alcun obbligo di trasformare le snc e le sas in srl per annettere soci non titolati.

B) Le incompatibilità: il secondo comma ora dà spazio ad una nuova specificazione sulle incompatibilità affermando che la partecipazione di cui alle società di cui al comma 1 "è incompatibile con qualsiasi altra attività svolta nel settore della produzione e informazione scientifica del farmaco, nonché con l'esercizio della professione medica". Restano in vigore, "per quanto compatibili", le incompatibilità dell'articolo 8 della Legge 362/91(titolare, direttore o collaboratore di farmacia, rapporto di lavoro pubblico o privato Queste ultime sembrerebbero applicabili, ma lo diciamo con riserva solo ai soci farmacisti persone fisiche, ma non alle società di capitali, altrimenti non avrebbe senso quella frase "per quanto compatibili" che sembra segnare una differenza di trattamento. Scompare l'incompatibilità con l'attività di intermediazione nel settore. Esempio un dipendente farmacista non può essere socio di altra società di farmacia qualunque essa sia, ma un dipendente di un'impresa potrebbe esserlo solo di una società di capitale. Su tal aspetto ci aspettiamo mille interpretazioni.

C) La previdenza: Non essendo applicabile l'Enpaf ai soci di capitali e sembrerebbe neanche al direttore farmacista non socio, potrebbe la nuova legge stimolare una disiscrizione dall'ordine da parte dei farmacisti soci attuali che abbiano già raggiunto l'età pensionabile e che continua a versare i contributi in misura "piena" ma rimane in "agguato" l'iscrizione all'Inps Commercianti problematica già sorta nel passato con i collaboratori di impresa familiare, quindi attenzione si avrebbe solo uno spostamento di previdenza sa un Ente all'altro anche per il solo socio di capitale.

D) La successione: su codesto aspetto ci sarebbe da dire, in quanto sembra dimenticato. La norma è immodificata rimanendo senza senso per il sol fatto che il termine di sei mesi dalla successione previsto per gli eredi non farmacisti per acquisire il requisito dell'idoneità ovvero per cedere la partecipazione ereditaria qualora non ottenessero il titolo, non avrebbe un gran senso visto che il requisito della laurea e idoneità è stato abolito. Varrà solo per i titolari individuali con figlio unico? Per chi scrive pare di sì. Altrimenti se ci fosse la possibilità di fare società con più persone si ricorrerebbe alla società senza farmacisti. Non complichiamo la lettura altra via di uscita sarebbe la Società di Capitali a Socio unico".

Marino Mascheroni
Studio Mascheroni Milano
in collaborazione conCarlo Ranaudo - Università Meier Milano


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