Sanità

set52017

Concorrenza, Federfarma Servizi apre a forme societarie che tutelino autonomia farmacia

Concorrenza, Federfarma Servizi apre a forme societarie che tutelino autonomia farmacia
È nel solco dei cambiamenti a seguito dell'approvazione definitiva del cosiddetto Ddl concorrenza che Federfarma Servizi ha modificato il suo Statuto e la direzione principale è quella di aprire a cooperative, società e consorzi che nella compagine societaria abbiano i titolari farmacisti come componente significativa - «maggioritaria o paritaria» - e non più esclusiva. Questo, spiega Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, «per salvaguardare il servizio farmaceutico, la capillarità e il cittadino. Con l'approvazione del Ddl concorrenza si assisterà sempre più a forme di collaborazione e partnership tra il distributore intermedio, anche privato, e le farmacie. È un cambiamento che sempre più si affermerà e in questo contesto l'obiettivo che ci poniamo, in una logica di tutela del servizio farmaceutico per il cittadino, è salvaguardare l'autonomia e l'indipendenza della farmacia, unico garante di un servizio di qualità per il cittadino, e favorire, tra le eventuali formule che prenderanno piede, un modello ibrido in cui la farmacia mantenga un ruolo attivo e autonomia decisionale e gestionale. Per questo, ci siamo dotati di uno strumento che permetta l'ingresso di soggetti in cui la titolarità non necessariamente sia al 100% in mano al farmacista, ma si possano pensare a forme di partnership con un privato, tra cui in primo luogo il distributore intermedio, che garantiscano comunque la presenza significativa della farmacia e la sua autonomia».

Si tratta di un'apertura a formule «in cui ci sia un affiancamento del privato alla farmacia senza comprendere, invece, formule spinte. Cerchiamo cioè di favorire un modello in cui la farmacia possa rivendicare un ruolo decisionale e gestionale, anche in presenza di uno sviluppo di meccanismi di partnership con il distributore privato, e in cui ci sia un giusto equilibrio e riconoscimento delle rispettive funzioni di tutti i soggetti in campo. Questo anche nella presa d'atto che le modifiche innescate vedranno - e in parte già vedono - un cambiamento dello stesso ruolo del distributore intermedio verso una partnership con le farmacie che non sia più solo di fornitura di prodotti ma di un servizio di natura più complessa. Quello che abbiamo messo in campo in sostanza è uno strumento per permettere alla farmacia di rimanere sul mercato e di continuare a essere autonoma e indipendente». Perché, con questa modifica, «ci poniamo anche l'obiettivo di evitare un processo di acquisizione delle farmacie che potrebbe generarsi nell'ambito delle previsioni del cosiddetto Ddl concorrenza». E in ultima analisi «si tratta di una forma di tutela del cittadino: quello che vorremmo evitare sono forme di svilimento della rete territoriale che si potrebbero generare in una situazione di oligopolio di grossi gruppi, laddove la logica che si potrebbe affermare è più quella di una redditività di alcuni territori e presidi piuttosto che di servizio al cittadino».
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