Sanità

mag132015

Concorrenza, Grubissa: con diretta le Asl la fanno da sempre a farmacie rurali

Concorrenza, Grubissa: con diretta le Asl la fanno da sempre a farmacie rurali
La vera concorrenza, sleale e spietata, alle farmacie rurali è quella operata dalle Asl, soprattutto in alcune regioni, che attraverso una distribuzione diretta, spesso non concertata, penalizzano economicamente le piccole farmacie e professionalmente i farmacisti. A dirlo a Farmacista33 è Roberto Grubissa (foto) segretario nazionale di Sunifar commentando la denuncia sulla stampa locale sollevata dal sindaco di Berceto, comune montano nella provincia di Parma, che si scaglia contro le scelte della Regione Emilia Romagna di «favorire la distribuzione dei farmaci direttamente in ospedale e nei punti pubblici, senza passare per le farmacie, anche quelle comunali». L'amministratore locale segnala inoltre che «all'ospedale di Borgotaro (in provincia di Parma, ndr.) distribuiscono in massa farmaci per la pressione, per il colesterolo e per le patologie croniche. Fra poco, con l'ennesima silenziosa manovra regionale, le farmacie di montagna, quelle più periferiche, quelle che fanno da presidio per aree geografiche disagiate, quelle comunali che restano aperte per puro miracolo, andranno a chiudere». Il punto di vista del sindaco è pienamente condiviso dal Sunifar: «Spesso» sottolinea Grubissa «sono proprio gli amministratori locali ad avere maggiore sensibilità poiché gestiscono piccole realtà per vari motivi disagiate e comprendono l'importanza del presidio rappresentato dalla farmacia rurale in comunità dove le case sono a distanza tra loro e non c'è un vero e proprio centro cittadino. Oggi si parla tanto di concorrenza, ma la vera concorrenza per le farmacie rurali è rappresentata dalla distribuzione diretta che in regioni come Toscana ed Emilia Romagna è sempre più estesa. Ed è paradosso, da un parte si dà la concessione alle farmacie per la distribuzione e dall'altra si aprono dispensari pubblici negli ospedali da cui i pazienti vengono contattati per il ritiro o la consegna su appuntamento quando esiste una farmacia rurale dove il cittadino può recarsi quando vuole e dove trova un farmacista che conosce la storia familiare e oltre al farmaco dispensa consigli e monitora l'aderenza alla terapia. Un virtuosismo che salta del tutto quando a consegnare il farmaco c'è un infermiere che dovrebbe fare ben altro. La domanda resta aperta: perché se c'è un servizio che opera sul territorio in modo efficiente, lo stesso servizio viene e fatto in modo diverso e discutibile in presidi poco organizzate e senza quei controlli che in farmacia sono garantiti?».

Simona Zazzetta

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