Sanità

mag172017

Concorrenza muore in Italia, Liberi farmacisti e Parafarmacie in lutto. Al via campagna informativa

Concorrenza muore in Italia, Liberi farmacisti e Parafarmacie in lutto. Al via campagna informativa
Siamo in lutto, muore la concorrenza in Italia. Con questa affermazione provocatoria parte la campagna promossa dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e dalla Confederazione Unitaria delle libere parafarmacie italiane per informare sugli effetti del Ddl concorrenza. Frase che è anche il titolo di un manifesto che, come spiega una nota di Mnlf «sarà presente nelle vetrine e nei locali delle parafarmacie italiane già nei prossimi giorni. Un titolo che vuole richiamare la mancata liberalizzazione dei farmaci di fascia C, ma anche la fine della concorrenza nel mercato distributivo dei farmaci con l'arrivo delle multinazionali». Inoltre, anticipano, la campagna sarà veicolata anche attraverso i social media ed altri canali.

Vincenzo Devito, presidente Mnlf, ribadisce come il Ddl concorrenza non abbia seguito «per il capitolo farmacie, le indicazioni dell'Antitrust, indicazioni, al contrario, che sono state strumentalizzate per aprire la strada alla trasformazione dell'attuale monopolio in un oligopolio». L'Autorità garante della concorrenza aggiunge, «aveva subordinato l'avvento del capitale privato nella proprietà delle farmacie, solo all'apertura reale del mercato attraverso due opzioni: l'eliminazione del numero massimo delle farmacie o la liberalizzazione dei farmaci con ricetta pagati direttamente dai cittadini». Un'indicazione «clamorosamente disattesa e prima il governo Renzi e poi il governo Gentiloni che l'ha confermato, hanno scelto la via dell'oligopolio». «Tutto questo» prosegue De Vito «dimenticando che una legge per la concorrenza non la si fa per tutelare lobby e corporazioni, ma la si fa per aumentare il livello di competizione ove c'è un solo soggetto da tutelare: il consumatore. Molte persone, lo dicono diversi studi, rinunciano ad acquistare le medicine perché non hanno le risorse per pagarle, la liberalizzazione dei farmaci di fascia C avrebbe innescato un processo virtuoso che avrebbe potuto abbassare i prezzi, così come accaduto per i farmaci da banco. Siamo in piena sintonia con il Presidente dell'Antitrust, "la concorrenza riduce le diseguaglianze", ma la legge che sta discutendo la camera dopo l'approvazione in Senato fa esattamente il contrario: l'aumenta».

Il manifesto, appositamente bordato di nero, rivolgendosi ai cittadini dichiara: «Il governo Renzi prima e quello Gentiloni oggi v'impediscono di risparmiare sull'acquisto dei farmaci con obbligo di ricetta che pagate di tasca vostra. Malgrado l'Antitrust, l'OCSE e la Commissione Europea l'avessero chiesto, il governo si rifiuta di liberalizzare i farmaci di fascia C. Nessun pericolo giustifica questa scelta perché come nelle farmacie anche nelle parafarmacie è sempre presente un farmacista laureato ed abilitato. Mentre molte persone scelgono di non curarsi per l'elevato costo dei farmaci a pagamento, il governo dice no alla concorrenza e all'abbassamento dei prezzi. Ma dice sì all'entrata delle multinazionali».


Simona Zazzetta
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