Sanità

lug252016

Concorso e contitolarità, Consiglio di Stato: in Emilia Romagna no a sospensiva iter. L'avvocato: ha deciso di non decidere

Concorso e contitolarità, Consiglio di Stato: in Emilia Romagna no a sospensiva iter. L’avvocato: ha deciso di non decidere
Il Consiglio di Stato si è espresso sulla delicata questione della contitolarità in associazioni di alcuni dei vincitori del concorso straordinario per l'assegnazione delle sedi farmaceutiche in Emilia Romagna. In discussione la deliberazione di dicembre 2015 della Giunta Regionale dell'Emilia Romagna per l'assegnazione delle nuove sedi farmaceutiche individuate a seguito del "Crescitalia". Il Consiglio di Stato, sulla questione ha respinto la richiesta di sospensione della deliberazione dell'ordinanza del Tar di Bologna di fatto «decidendo di non decidere» come sottolinea a Farmacista33 l'Avvocato Gustavo Bacigalupo, dello studio associato Bacigalupo - Lucidi e rimandando la decisione a «una compiuta disamina in sede di merito», ovvero rimandando la scelta di conferire la titolarità delle sedi assegnate alle persone fisiche piuttosto che alle società, a quando tale scelta sarà fatta in via definiva e non in fase cautelare, dunque con una sentenza e non con un'ordinanza. Volendo semplificare, è come se il Consiglio di Stato «non se la sentisse di creare confusione subito in fase cautelare quindi preferisca aspettare che lo stesso Consiglio di Stato possa deciderlo in via definitiva».

Questo implica che passi molto tempo prima di arrivare ad una sentenza del Consiglio di Stato, «durante il quale le autorizzazioni per l'apertura dei presidi verranno conferite alle persone fisiche dei vincitori in forma associata (perché attualmente gli emiliani si trovano ad essere investiti della titolarità in forma personale) - spiega l'esperto - con il risultato che costoro non potranno assumere altre quote sociali, non potranno partecipare ad altre società, qualora abbiano delle quote sociali le dovranno lasciare perché verranno equiparati a titolari in forma individuale». Il motivo per il quale il Consiglio di Stato avrebbe deciso di non decidere è che «nelle more della decisione del ricorso non ci sono gli estremi della gravità del pregiudizio lamentato», ovvero, «sospendere il provvedimento causerebbe più danni che benefici» spiega Bacigalupo, con riferimento all'effetto domino che si verrebbe a creare con gli altri vincitori: «Ci sono 130 titolari, se ne sospendo uno, cosa fa l'Emilia per tutti gli altri?». Tuttavia, «Decidendo di non decidere l'Emilia va per conto suo e l'augurio è che non ci siano regioni che da qui traggano motivo per omologarsi all'Emilia - afferma Bacigalupo - In nessun modo riesco a immaginare che questa sia una deliberazione che si salvi dalle decisioni future perché se nell'ordinanza fosse stato scritto "non si ravvisa il fondamento del ricorso", questo avrebbe significato che il Consiglio di Stato legittimava l'attuale posizione emiliana, invece ha preferito "decidere nel merito", ovvero risolvere la questione nel suo cuore centrale».
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