Sanità

ott262017

Concorso e ruralità, emendamento passa ma Consiglio di Stato attende norma definitiva

Concorso e ruralità, emendamento passa ma Consiglio di Stato attende norma definitiva
In merito alla questione della maggiorazione per i farmacisti che hanno operato nelle farmacie rurali nel concorso straordinario, l'approvazione dell'emendamento del Ddl Lorenzin - licenziato dalla Camera e destinato al Senato per l'ultima lettura - secondo cui il tetto di 35 punti «è da intendersi come comprensivo della maggiorazione» ha già avuto i suoi effetti. È stata rimandata a gennaio la discussione collegiale del Consiglio di Stato che avrebbe dovuto esprimersi sulla situazione in Basilicata e a Trento e da quanto si apprende «la decisione è stata presa in attesa che il dispositivo compia il suo iter». Per quanto riguarda la questione della Basilicata, il Consiglio di stato in composizione monocratica a fine settembre aveva accolto l'istanza di misure cautelari presentata dalla Regione e sospeso di conseguenza gli effetti della sentenza del Tar di Potenza, che aveva dato ragione ai ricorrenti rurali in merito al conteggio della maggiorazione. Proprio ieri avrebbe dovuto esserci la camera di consiglio per la discussione collegiale della istanza cautelare, che avrebbe potuto confermare o meno la decisione, in modo che, secondo i tempi previsti, avrebbe potuto essere fissata l'udienza di merito. Ma, spiega Oriana Ortisi, avvocato che insieme alla collega Luisa Pullara, ha seguito in diverse regioni i vincitori del concorso sulla questione della maggiorazione «è stata posta all'attenzione del Collegio l'emendamento al Ddl Lorenzin, che esprime l'interpretazione voluta da Governo e Dicastero della Salute della norma».

Dal sottosegretario di Stato per la Salute, Davide Faraone, infatti, «era stata posta la necessità di una disposizione normativa di interpretazione autentica in grado di chiarire, senza più alcun dubbio, che devono valere anche per il concorso straordinario i criteri di attribuzione dei punteggi ed i relativi tetti già fissati con Dpcm 30 marzo 1994, n. 298. E l'emendamento non fa altro che tradurre questa disposizione». Una disposizione «quanto mai necessaria alla luce della frammentarietà con cui i Tar si sono espressi». Nella seduta di ieri, continua, «è emersa l'idea di attendere l'iter del Ddl Lorenzin, che comunque è parso avviato sui giusti binari, date le notizie riportate dai principali quotidiani secondo cui potrebbe essere posta la fiducia». Il Consiglio di Stato ha rinviato tutti gli appelli proposti (avverso le sentenze dei TAR TRENTO, BASILICATA e SARDEGNA) direttamente nel merito, e la data «è stata indicata nella settimana compresa tra il 18 e il 25 gennaio». «Non capiamo la necessità di legare la decisione del Consiglio di Stato all'iter di una normativa» è il commento di Giuseppe Augello, coordinatore dei vincitori del concorso. «Ci pare che l'interpretazione sia stata più volte ribadita dalle Istituzioni e di fronte a un orientamento così forte, una decisione poteva essere presa. D'altra parte, non si tratta di negare il premio di ruralità, ma di ricomprenderlo secondo le previsioni della normativa. Una normativa che è stata richiamata da Ministero e Governo. Il Governo è stato chiarissimo, dubbi non potevano essercene. Mentre adesso leghiamo la questione a un iter e a un passaggio in Senato che, come abbiamo visto in molti casi, può essere imprevedibile». Ora, «quello che mi auguro è che le amministrazioni, alla luce di indicazioni chiare, procedano con il concorso, che non può più essere tenuto fermo - a parte che per la Basilicata, dove c'è una sospensiva - rispettando per altro le indicazioni della Cga che aveva indicato proprio la necessità di andare avanti».
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