Sanità

nov92016

Concorso Lazio nuovo stop, incognita su tempi tra primo e secondo interpello

Concorso Lazio nuovo stop, incognita su tempi tra primo e secondo interpello
Nuovamente fermo il concorso nel Lazio: dopo le prime assegnazioni definitive, una volta incappata nelle sedi di Latina, la Regione ha arrestato lo scorrimento della graduatoria. Il tempo passa e per i vincitori del primo appello, ancora senza assegnazione definitiva, sale l'irrequietezza nel vedere scorrere i 360 giorni a disposizione per aprire le nuove sedi. Irrequietezza doppiamente motivata dal fatto che la proroga di 180 giorni, concessa dalla Regione e che porta i vincitori del primo interpello ad avere il doppio dei giorni solitamente concessi per aprire, è stata impugnata da alcuni dei vincitori destinati ai successivi interpelli.

Il motivo dell'impugnazione? Il timore della scadenza della graduatoria stessa e dunque di vedere sfumata la possibilità di aprire il proprio presidio. A parlarne a Farmacista33 è l'avv. Paolo Leopardi, secondo il quale rimane poco chiaro come mai le sedi sub judice di Latina abbiano indotto la Regione a fermarsi visto e considerato che «sono soggette ad un ricorso giurisdizionale che non è né più né meno grave di quello che grava su tutte le altre sedi - afferma - non so perché vengono considerate sedi particolarmente "pericolose". Il vero rischio, a mio avviso è legato all'esito dei ricorsi sulle graduatorie, cioè di quei ricorsi da parte di alcuni concorrenti che ritengono che la graduatoria non sia corretta, e che potrebbero sconvolgere l'intera graduatoria che comprende anche farmacisti che hanno già avute assegnate le sedi e aperto le farmacie. L'atteggiamento della Regione è quantomeno confuso sotto questo punto di vista».

Le sedi di Latina «non dovevano essere assegnate se si riteneva che potessero essere così pericolose - afferma Leopardi - In realtà non dovevano proprio fare parte dell'interpello perché erano state annullate definitivamente dal Tar, il Cds non si era espresso quindi tecnicamente non esistevano. Nonostante tutto la Regione ha voluto ritenerle idonee all'assegnazione». La situazione è simile a quella che si sta vivendo in Lombardia dove, tuttavia, la Regione ha preferito mantenere maggiore prudenza: «La Lombardia, a seguito di questi ricorsi, rischia di dover fare l'interpello di nuovo, proprio per questo motivo ha deciso di non procedere con le assegnazioni definitive», spiega Leopardi. Nel Lazio, invece, le sedi sono state assegnate definitivamente nonostante i possibili sconvolgimenti che potrebbero derivare dai ricorsi e, per tutelarsi, la Regione ha fatto firmare ai vincitori una sorta di manleva liberatoria per gli eventuali danni che potrebbero subire i farmacisti che aprono le farmacie prima dell'esito di tali ricorsi. Una riserva «assolutamente illegittima - afferma Leopardi - A parte che alcuni ricorrenti hanno impugnato questi moduli, ma la richiesta di risarcimento danni, se il danno c'è stato, credo che i farmacisti la possano far valere. È una questione tecnica di diritto: laddove si sbaglia si paga e forse questo è anche uno dei motivi per i quali anche la Regione tarda a procedere». Nonostante tutto questo, la graduatoria non scorre, come ad aggiungere al danno la beffa, quindi non possono procedere con le aperture neanche tutti quei farmacisti che tecnicamente sarebbero disposti a prendersi i propri rischi. «Credo sia auspicabile una proroga della scadenza della graduatoria perché allo stato attuale c'è il rischio che scadano i termini e non vengano assegnate più delle 60 sedi che sono state già assegnate», conclude Leopardi.
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