Sanità

ott22017

Congresso Fimmg-Metis, Scotti: sul territorio serve gioco di squadra con farmacisti

Congresso Fimmg-Metis, Scotti: sul territorio serve gioco di squadra con farmacisti
Rinnovo della Convenzione, vaccini e soprattutto il ruolo della medicina generale all'interno della macchina del Ssn, al centro dei dibattiti che si intavoleranno nella settimana di lavori del 74esimo Congresso nazionale Fimmg-Metis che si svolgerà fino a sabato nella città di Cagliari. «Il rinnovo della Convenzione - afferma il segretario, Silvestro Scotti - è partito in un clima ragionevole rispetto alla possibilità, già dimostrata nell'aggiornamento dell'Atto di indirizzo da parte delle regioni, di cominciare la ricerca di un sistema di sintesi nazionale a partire dalla medicina generale, che rimane il minimum data set di un sistema sanitario nazionale che va offerto omogeneamente a tutti i cittadini. Non appare pensabile un sistema che si diversifichi troppo nelle dimensioni dell'offerta, sebbene possano esserci modelli organizzativi diversi». Sono circa 1500 i medici, provenienti da tutte le province italiane, presenti all'appuntamento annuale della Federazione italiana dei medici di medicina generale. I lavori si sono aperti stamattina con il saluto del Segretario che ha appunto ribadito come Convenzione, ricambio generazionale e farmaci per le patologie croniche saranno le priorità delle prossime settimane.

«L'avvio del Tavolo per il rinnovo dell'Acn in un clima di dialogo con gli altri sindacati della medicina generale - ha aggiunto Scotti - ci fa ben sperare in un confronto costruttivo aperto con tutti i soggetti della parte pubblica: Governo, Regioni e Sisac. Non vogliamo però essere eccessivamente ottimisti e dobbiamo prepararci ad alzare il tiro qualora diventi necessario. Credo che sia inoltre indispensabile il nostro impegno a sostenere il ricambio generazionale». Altro tema caldo, quello dei vaccini. «Questa è una mia vecchia passione - spiega ancora Scotti - ne ho seguito per anni il suo sviluppo all'interno della medicina generale. Fino a qualche anno fa il sistema delle vaccinazioni veniva formalmente sottolineato più nell'area pediatrica, oggi abbiamo offerte che impattano più sulla età adulta e c'è dunque da fare un ragionamento sul rapporto tra la vaccinazione e la produttività di una popolazione». Cosa certa per Scotti, è che il medico di medicina generale resta la traduzione informativa migliore del processo vaccinale, perché parte dal rapporto fiduciario medico-paziente che ha scelto da chi farsi seguire. «Oggi c'è un processo di fake news che va smontato e nessuno può farlo meglio del medico di medicina generale con il quale il paziente ha un alto livello di stima». Sulla medicina del territorio, invece, la sfida grossa è la coincidenza di più fattori: «Convenzione, rinnovo contrattuale ma anche contratto della dipendenza, Dn70 sulla valorizzazione degli indicatori che daranno all'Agenas la possibilità di commissariare aziende sanitarie ospedaliere, territoriali e miste», continua Scotti. E aggiunge che è proprio tra i suddetti indicatori che si giocherà la partita della medicina del territorio. «La medicina territoriale deve trovare la sua partita nella definizione di questi indicatori coordinandoli con gli altri. Non si fanno performance da soli, ma integrandosi con una leadership in cui tutti fanno gioco di squadra». Ma è proprio in questo "gioco" di ruoli all'interno del Ssn che deve trovarsi la quadra anche con i professionisti del farmaco. «È necessario mettere attorno a un tavolo medici e farmacisti per fare sì che insieme creino una riforma di sistema più economico utilizzando una economia di scala che dia il maggior risultato di salute con la minore spesa».


Rossella Gemma
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