Sanità

nov122013

Consegna a domicilio, Tar Toscana: niente rischi con Poste Italiane

Le modalità di distribuzione dei farmaci previste nell’accordo tra la Asl Siena e Poste italiane «appaiono del tutto sufficienti a escludere che dalla sperimentazione del nuovo sistema di distribuzione dei farmaci possano derivare rischi o disagi per la salute dei pazienti». Recita così l’ordinanza del Tar Toscana, depositata lo scorso 7 novembre, che rigetta il ricorso avanzato da Federfarma, Urtofar e Federfarma Siena. Le associazioni di titolari, sollevando rischi per la salute pubblica e per la gestione della privacy dei pazienti, avevano richiesto l'annullamento, previa sospensione cautelare dell'efficacia, del Protocollo d’intesa tra Asl Siena e Poste italiane su una sperimentazione, per tre mesi, del servizio di trasporto e consegna dei farmaci a pazienti cronici presso le Rsa o al loro domicilio. I giudici amministravi, invece, hanno escluso tali rischi sottolineando, in primo luogo, che «in questa prospettiva, particolarmente significative si evidenziano le prescrizioni relative al confezionamento dei plichi (riservato ai farmacisti dell’Asl), all’esclusione dalla sperimentazione dei farmaci destinati a deteriorarsi a temperature inferiori a 25° C ed all’obbligo, per l’agente di consegna, di identificare il destinatario della spedizione». Sul fronte della privacy, hanno decretato che «sono destinati a essere neutralizzati dall’applicazione dei normali obblighi derivanti dalla normativa in materia di tutela della privacy, che già ha trovato una prima concretizzazione nella sottoscrizione dell’informativa al trattamento dei dati da parte dei pazienti e che è, ovviamente, obbligatoria».

Simona Zazzetta


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