Sanità

ott212015

Consiglio Fofi: in sanità che cambia impegno a tutela delle scelte professionali del farmacista

Consiglio Fofi: in sanità che cambia impegno a tutela delle scelte professionali del farmacista
Politica dei tagli, revisione del prontuario, Ddl concorrenza, Re I-Mur, ma anche la piattaforma Farmalavoro e codice deontologico. Sono tante le tematiche toccate nella relazione del presidente della Fofi, Andrea Mandelli, al Consiglio nazionale ma a spiccare è un appello per la difesa dell'indipendenza e l'autonomia delle scelte professionali del farmacista, che «come rappresentanti della professione abbiamo il dovere di tutelare indipendentemente dal contesto e dal ruolo aziendale in cui si trova e si troverà a operare». Una difesa che, ricorda Mandelli, non può però prescindere dallo sviluppo «anche di competenze e strumenti professionali che ci permettano di rispondere alle sfide che i cambiamenti della sanità propongono con sempre maggiore urgenza». Da sfondo alla relazione, il sottofinanziamento della sanità: «la politica dei tagli lineari» ricorda Mandelli «conduce a impoverire il servizio sanitario, ma non lo rende né più efficace né più efficiente». E a questo proposito, «merita attenzione l'ultima misura sul prontuario contenuta nel Dl enti locali, che ridefinisce il prezzo di riferimento non più per singolo principio attivo ma per raggruppamenti terapeuticamente assimilabili. Soprattutto valuteremo quali effetti potrà avere un'ulteriore riduzione dei prezzi». Non «mi riferisco soltanto al valore medio della ricetta Ssn, ormai in calo da tempo, ma anche alle difficoltà di approvvigionamento per le singole farmacie. Ormai sono tantissimi i colleghi che lamentano le costanti difficoltà per ottenere questa o quella specialità che, quando anche non è dichiarata mancante, è comunque carente in una o più aree del paese. Divaricare ulteriormente il prezzo italiano rispetto a quello in vigore negli altri paesi europei non contribuisce certo a rendere il nostro un mercato appetibile». Riflessioni, in questa direzione, anche sul Ddl concorrenza: «Gli studi condotti finora segnalano che la deregulation non ha aumentato il numero delle farmacie nelle aree rurali, e che l'integrazione verticale, in particolare con società di distribuzione, apre la possibilità che il distributore tenda a privilegiare le sue farmacie nella fornitura dei medicinali, potendo creare situazioni di reperibilità non uniforme di questo o quel farmaco». E, collegata, c'è anche una preoccupazione professionale: «È chiaro che per la professione si apre una fase molto impegnativa, su diversi fronti. Il primo è quello dell'autonomia professionale che andrà tutelata con la massima attenzione, perché per la prima volta il farmacista può trovarsi in posizione subordinata rispetto a soggetti che non hanno obblighi deontologici. In Gran Bretagna, all'interno delle società titolari di farmacia le scelte professionali sono riservate al farmacista e la sua autonomia è tutelata per legge, per esempio, mentre in Italia ancora questo aspetto non viene considerato». In questo senso, «in Italia la professione potrà e dovrà fare leva sulla legge 69/2009, sulla farmacia dei servizi, perché si passi a una politica di standardizzazione e accreditamento delle prestazioni rese dal farmacista in farmacia: anche questo è un aspetto fondamentale per l'autonomia professionale e per il rispetto dell'obbligo di agire secondo scienza e coscienza». Importante poi i risultati dallo studio Re I-MUR, per la quale parte l'invito a «tutti i presidenti e i delegati regionali a essere parte attiva in una opera di conoscenza nei confronti dei loro interlocutori istituzionali», ma non solo: «è evidente che il risultato dello studio è a disposizione anche di chi deve affrontare il rinnovo della convenzione, perché è un patrimonio comune della professione che abbiamo il dovere di non sprecare». Ma, sempre in questa direzione, tappa importante è il dossier farmaceutico, che «rientra nel cosiddetto nucleo minimo di dati del Fascicolo sanitario elettronico: quindi è escluso che possa essere adottato a discrezione delle singole Regioni». Infine, Farmalavoro: i «numeri dell'attività della piattaforma sono incoraggianti: da aprile a oggi, abbiamo registrato 40.989 utenti unici, 108.754 visite al sito e 637.581 pagine viste. Sono 4.212 le registrazioni al portale, mentre le inserzioni pubblicate da farmacie/parafarmacie/aziende sono state 277. Le città dalle quali proviene il maggior traffico sono: Milano (23,4%), Roma (11,69%) e Torino (4,7%)».

Francesca Giani
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