Sanità

mag22016

Consiglio nazionale Fofi, Mandelli: ruolo del farmacista sempre più centrale

Consiglio nazionale Fofi, Mandelli: ruolo del farmacista sempre più centrale
«L'ultimo Consiglio nazionale della Fofi ha avuto al centro una discussione molto vivace e assolutamente costruttiva, che ha dimostrato come la linea scelta dalla Federazione sia quella giusta». A parlare a margine del Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini svoltasi lo scorso venerdì, è il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, che ripercorre i punti del suo intervento. «Approvazione in Parlamento del Documento di economia e finanza (Def), evoluzione del Ddl Concorrenza in attesa che venga nominato il nuovo ministro dello Sviluppo economico, Ddl Lorenzin e non per ultima la spinosa questione della disoccupazione del comparto nonché l'attività del portale Farmalavoro e le iniziative federali, sono stati i punti cruciali che ho voluto affrontare» e che sottolinea Mandelli «testimonia come la Federazione degli ordini stia proseguendo compatta verso quella riforma della professione che mette al centro il professionista e le sue capacità».

Una professionalità che, però, per Mandelli va incentrata sulla farmacia di servizi, sulla digitalizzazione dei servizi e sul Progetto I-Mur. «Il nostro impegno è quello di far sì che tutto quello che abbiamo pensato in questi anni diventi realtà con leggi e non con chiacchiere e promesse. Abbiamo bisogno del fatto che la nostra influenza, ormai riconosciuta in tutto mondo, sull'aderenza alla terapia venga ulteriormente rafforzata facendola diventare pratica quotidiana del farmacista». E con l'arrivo di importanti ma costosi farmaci innovativi, Mandelli evidenzia l'importanza del farmacista anche per generare nuovi risparmi da rimettere in circolo. «Far entrare il farmacista nell'aderenza alla terapia, vuol dire risparmiare soldi per reinvestirli in quella sanità che ne ha bisogno sempre di più». Intanto, mentre prosegue l'iter del Ddl Lorenzin, il presidente della Fofi ha evidenziato l'importanza della parte che modifica l'articolo 102 del testo unico delle leggi sanitarie, «così da permettere esplicitamente all'interno della farmacia l'esercizio delle altre professioni sanitarie con l'ovvia eccezione di quelle abilitate alla prescrizione: medico, odontoiatra e veterinario. E' un passo importante, che finalmente allinea questa materia alle necessità del modello della farmacia dei servizi: un centro polifunzionale deve poter contare sull'apporto delle necessarie figure sanitarie. Ma accanto a questo aspetto - ha fatto notare - ve ne sono altri importanti per la vita degli Ordini, a cominciare dall'affermazione che questi, pur restando enti pubblici non economici e organi sussidiari dello Stato, non si applicano le norme di contenimento della spesa pubblica».


Rossella Gemma
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