Sanità

nov302011

Consumatori: no a farmaci oncologici a pagamento

Sulla notizia dell'imposizione in alcune Regioni del ticket su farmaci oncologici, interviene l’Unione nazionale consumatori che propone un’interrogazione parlamentare e chiede chiarimenti al ministero della Salute e Regioni

Piuttosto che imporre ticket ingiusti che minano la dignità dei pazienti e mettono a rischio cure indispensabili come quelle per i malati oncologici il Servizio sanitario nazionale dovrebbe puntare a tagliare gli sprechi inutili ed eliminare le speculazioni del settore. Queste le parole con cui l’Unione nazionale consumatori (Unc) accompagna la proposta di un’interrogazione parlamentare e la richiesta di chiarimenti - indirizzata a ministero della Salute, Regioni e Autorità garante della concorrenza e del mercato - in merito alla notizia dell’imposizione, in alcune Regioni, del ticket per il Tamoxifene. «Il servizio sanitario nazionale ha il dovere di prendersi cura di chi ha così gravi problemi di salute» incalza Massimiliano Dona, segretario generale Unc, che denuncia: «In alcuni casi la terapia ormonale è gratuita, in altri si è soggetti al ticket (da 3 a 5 euro) se c’è l’alternativa di un generico, in altri ancora si paga anche per l’equivalente: tutto ciò non solo genera una disparità di trattamento tra aree diverse del Paese, ma rappresenta una vera e propria ingiustizia, considerando che si tratta di medicine spesso indispensabili». Da qui l’allarme: «Non vorremmo si arrivasse al caso limite di pazienti che per problemi economici rinuncino a curarsi, considerando che chi si ammala di tumore è costretto a smettere di lavorare e anche pochi euro, contribuiscono a gravare su bilanci che già stentano a quadrare».


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