NUTRIZIONE

gen72021

Consumo di alcol, Oms: su rischio oncologico poca consapevolezza

Esiste un legame ormai provato tra consumo di alcol e sviluppo di una serie di tumori. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’unico modo per diminuire l’impatto sulla salute è la drastica riduzione dei consumi

Consumo di alcol, Oms: su rischio oncologico poca consapevolezza
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non fa sconti in fatto di consumo di alcolici. In occasione dell'ottava Settimana di sensibilizzazione europea sui danni correlati all'alcol (AWARH), celebrata lo scorso novembre, è stata presentata la scheda "Alcohol and cancer in the WHO European Region: an appeal for better prevention" (Alcol e cancro nella regione europea dell'Oms: un appello per una migliore prevenzione), realizzata dall'Ufficio europeo dell'Oms e dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc). Il lavoro fa il punto sulle evidenze fra consumo di alcol e cancro, promuovendo una comunicazione istituzionale forte, in chiave di prevenzione. In Europa circa 180.000 casi e quasi 92000 morti per cancro sono stati causati dal consumo di alcol nel 2018.

I dati del consumo in Italia

In Italia, i dati del 2018 presentati dal Ministero della Salute al Parlamento lo scorso dicembre descrivono le nostre modalità di consumo. Aumenta il consumo occasionale di alcol (passato in un anno dal 44% al 46%) e del consumo fuori pasto (dal 29% al 30%). Diminuisce invece il consumo giornaliero (dal 21,4% al 20,6%), con un comportamento diverso per fasce d'età. Problematico il comportamento dei giovani: il 17,2% di quelli tra i 18 e i 24 anni di età (22,6% maschi e 11,1% femmine) fa un uso abituale di bevande alcoliche. Nel 2018 quasi 8.700.000 persone non hanno seguito le indicazioni di salute pubblica relativamente alle modalità di consumo delle bevande alcoliche. I più a rischio sono i 16-17enni e gli ultra 65enni. Per lo stesso motivo, circa 800.000 minorenni e 2.700.000 ultrasessantacinquenni rischiano di sviluppare patologie legate all'alcol. Esiste un legame causale, provato, fra alcol e sviluppo di una serie di tumori - cavità orale, fegato e faringe- compresi alcuni dei più comuni, come il cancro al seno e quello del colon-retto. L'unico modo per diminuire l'impatto sulla salute - secondo OMS - è la drastica riduzione dei consumi.

Non esiste quantità o tipologia sicura: il rischio è il contenuto di etanolo

Non esiste una quantità di consumo di alcol che sia "sicura" e tutti tipi di bevande alcoliche, tra cui birra, vino e liquori, espongono al rischio indipendentemente dalla loro qualità e prezzo, ricorda Oms. Il problema è il contenuto di etanolo, che contribuisce secondo 4 meccanismi d'azione al possibile sviluppo di tumori:
- Il prodotto di conversione dell'etanolo è l'acetaldeide. L'acetaldeide può danneggiare il Dna e bloccare le cellule che tentano di riparare tale danno.
- L'alcol può interferire con i livelli di ormoni come estrogeni o insulina. Gli ormoni hanno il ruolo di messaggeri e regolano la crescita e la divisione delle cellule.
- L'assunzione costante di alcol è causa di stress ossidativo che danneggia il Dna e interferisce con la sua riparazione; evento che in vari organi è stato collegato a fenomeni di carcinogenesi.
- L'abuso di alcol causa carenza di folati, che a sua volta, altera i processi di metilazione del Dna. La carenza di folati è correlata tra gli altri al cancro del colon-retto.
Il rischio di sviluppare il cancro aumenta notevolmente quanto più alcol viene consumato (indipendentemente anche dal tipo di bevanda). Come si può definire la quantità di alcol consumato? L'Oms definisce moderato un consumo di 20g di alcol puro al giorno (massimo due bicchieri - il termine generico in inglese è drink); rischioso (risky drinking) fra i 3 e 6 drink, equivalenti a un massimo di 60g di alcol puro al giorno e "pesante" (heavy drinking) da 6 drink in poi, cioè 60g o più al giorno di alcol puro.

Concomitanza con il fumo di tabacco aumenta il rischio

Altri comportamenti possono aumentare il rischio: la concomitanza con il fumo di tabacco è uno di questi. La ricerca mostra che in questi casi il rischio di sviluppare tumori del cavo orale, dell'orofaringe, della laringe e dell'esofago è 30 volte maggiore, rispetto alle persone che usano alcol o tabacco da solo. L'alcol infatti dissolve e facilita l'assorbimento dei composti cancerogeni del tabacco, compresa la formaldeide, contenuta nel fumo e dall'azione molto simili all'acetaldeide; infine la combinazione di fumo e alcol può indebolire le difese immunitarie dell'organismo favorendo lo sviluppo di tumori. Secondo l'Oms in Europa è necessario accrescere la consapevolezza del rischio. Bocciati tutti gli slogan che parlano di "consumo responsabile": troppo ambigui poiché portano a fare credere che esista una dose accettabile di consumo. L'Oms quindi chiede maggiori sforzi da parte delle Istituzioni nazionali in azioni che portino ad un drastico calo dei consumi (tra cui tassazione, riduzione orari di vendita, etichettatura esplicativa, coinvolgimento del personale sanitario) per poter veder ridurre drasticamente il rischio di sviluppare tumori dovuto al consumo di questa sostanza.

Francesca De Vecchi
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