Sanità

ott132021

Consumo farmaci in anziani: tre dosi al giorno e picco di Vitamina D. Il report Aifa

Consumo farmaci in anziani: tre dosi al giorno e picco di Vitamina D. Il report Aifa

Consumo farmaci in anziani: 3 dosi al giorno, soprattutto antipertensivi, con consumi superiori negli uomini rispetto alle donne. Picco per la vitamina D

Tre dosi di farmaci al giorno, principalmente quelli per il sistema cardiovascolare, soprattutto antipertensivi, con consumi superiori negli uomini rispetto alle donne e nelle Sud. Questo il quadro sull'uso dei medicinali in Italia tra gli over 65, che emerge dal Rapporto dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) presentato a Roma. Un dossier intitolato "L'uso dei farmaci nella popolazione anziana in Italia", dal quale emerge che nel 2019 la quasi totalità (il 98%) della popolazione italiana over 65 ha ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica (98%), con consumi giornalieri pari a tre dosi per ciascun cittadino e una spesa pro capite annua di circa 660 euro, con un maggiore utilizzo da parte degli uomini rispetto alle donne in tutte le classi di età.

Consumo aumenta a Sud e con l'età fino a 84 anni

Dal rapporto risulta inoltre che l'uso dei farmaci aumenta con l'età fino agli 84 anni, per poi diminuire nelle classi successive, per il cosiddetto "healthy survivor effect". In cima alla lista delle prescrizioni i farmaci del sistema cardiovascolare, in particolare gli antipertensivi, mentre metà della popolazione ha ricevuto antibiotici o gastroprotettori. Tra le regioni, il Sud supera di molto il Nord in termini di consumi e di spesa. Al Nord, infatti, si spendono 593 euro per utilizzatore, rispetto ai 759 euro del Sud. Tale differenza, pari a -21%, è spiegabile sia con un minore consumo -2.824 Ddd/1.000 abitanti al Nord (Defined daily dose - dose media di un farmaco assunta giornalmente da un paziente adulto, ndr), rispetto a 3.402 Ddd/1.000 abitanti al Sud - sia con un diverso costo per giornata di terapia (0,55 euro al Nord vs 0,62 euro al Sud). Nel complesso della popolazione sono state consumate 3.088,2 Ddd (tre dosi per ciascun cittadino ogni giorno dell'anno), con una spesa per utilizzatore di 670 euro, un consumo medio annuale di 1.146 dosi e un costo per giornata di terapia pari a 0,58 euro. Quanto alle diverse classi di età, dal rapporto emerge un incremento dei consumi in tutte le fasce, a eccezione di quella 70-74 anni in cui si registra una riduzione dello 0,8%, più marcata nelle donne rispetto agli uomini, con andamento simile anche negli anni precedenti. Gli uomini hanno un consumo superiore a quello delle donne in tutte le classi di età, oltre che un'intensità di prescrizione superiore (Ddd per utilizzatore: 1.249 vs 1.067). Ad esempio, nel 2019, negli uomini ultra85enni si raggiungono le 4.417 Ddd, valore più elevato del 25% rispetto a quello delle donne (3.540 Ddd).

I farmaci più consumati e prescritti

I farmaci del sistema cardiovascolare sono la categoria a maggiore prescrizione nella popolazione con almeno 65 anni e nel 2019 - secondo il rapporto Aifa - con un massimo del 96% negli ultra85enni. Seguono, con una prevalenza d'uso del 71%, i farmaci gastrointestinali e del metabolismo, tra i quali rientrano gli antidiabete e i gastroprotettori, gli antibatterici (52%) e i farmaci del sangue e organi emopoietici (49%).
Il colecalciferolo (vitamina D) è il primo farmaco per consumo tra gli anziani: circa 4 donne su 10 ne hanno ricevuto almeno una dose nel corso del 2019, con un valore del 41,7% nella fascia di età compresa tra 70 e 74 anni.
«Un dato certamente interessante ma anche preoccupante, perché non ci sono le evidenze perché sia il primo farmaco - ha commentato il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini -. Vi sono anzi preoccupanti echi di vitamina D con proprietà che non ha, come la protezione dalle infezioni, piuttosto che di qualche efficacia che non ha, per esempio rispetto al Covid, e purtroppo invece si sentono notizie di questo tipo che vanno chiaramente contrastate e combattute. Se si fa un confronto europeo- ha proseguito Magrini- si vede come in alcuni Paesi quello che in Italia è un farmaco presente tra i primi cinque non figura tra i primi cento. Questo significa che c'è un'attenzione eccessiva e impropria all'uso di un farmaco, anche a dosi elevate, per cui non vi sono evidenze».

Al secondo posto si colloca l'acido acetilsalicilico utilizzato come antiaggregante piastrinico in prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria, sostanza a maggior prevalenza (29,4%) negli uomini, che raggiunge il 40% tra gli ultra85enni. A seguire, l'antibiotico a base di amoxicillina + acido clavulanico (22,3% negli uomini e 21,0% nelle donne), il gastroprotettore pantoprazolo, prescritto a una persona su 5 senza differenze tra i generi e l'anticolesterolo atorvastatina (19,9% negli uomini e 15,3% nelle donne).

La popolazione over75 e over85

Dal report risulta che oltre il 75% della popolazione ultra 75enne è in trattamento antipertensivo nel corso del 2019, con valori superiori al 90% nella fascia 85 anni e più, senza marcate differenze tra uomini e donne. Un dato che, in media, mostra come ogni cittadino di età superiore ai 65 anni ha consumato poco più di una dose di farmaci antipertensivi ogni giorno dell'anno. Metà della popolazione ha ricevuto farmaci antibiotici o gastroprotettori e circa il 30% è in terapia con antiaggreganti, ipolipemizzanti o Fans. Nelle donne la prevalenza di farmaci per il trattamento dell'osteoporosi è pari al 48,4%. I farmaci per i disturbi genito-urinari sono invece utilizzati dal 31,7% della popolazione maschile, che nel 20,6% è trattata con antidiabetici e nel 18,8% con farmaci per asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). Quest'ultimo dato si spiega con una maggiore prevalenza in questa popolazione di alcuni fattori di rischio, come ad esempio fumo di tabacco, responsabili dell'insorgenza di Bpco. Le donne hanno una maggiore prevalenza d'uso di antidepressivi (19,3% vs 10,6% negli uomini) e di farmaci per la terapia del dolore (17,1% vs 11,5%). Tra le categorie del sistema nervoso centrale, si osserva una prevalenza di oltre il 3% per antiepilettici e antipsicotici (4,3% nelle donne) e di poco più del 2% per farmaci anti-Parkinson, mentre i farmaci anti-demenza sono utilizzati dall'1,6% delle donne e dall'1,1% degli uomini.
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO