Formazione

Ebola: sintomi, trasmissione e decorso

Ebola è un virus potenzialmente letale. Appartiene alla famiglia dei Filoviridae ed ècostituito da un filamento di RNA composto da sette geni. È stato isolato per la prima volta da campioni di sangue infetto provenienti da Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) nel 1976.

Finora sono stati identificati cinque ceppi diversi del virus, di cui quattro letali per l'uomo. Nell'epidemia in atto l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha calcolato una letalità variabile dal 25 al 90%. Il serbatoio naturale del virus è la volpe volante, un pipistrello gigante che vive nelle foreste tropicali. In Africa è stato documentato il contagio all'uomo attraverso il contatto con carni infette di animali selvatici, scimmie antropomorfe, antilopi e porcospini vivi o morti.

Epidemiologia

A ottobre 2014 sono stati registrati 8011 casi di contagio da virus Ebola e 3877 decessi (mortalità 46%), per la maggior parte localizzati nell'Africa Occidentale. I Paesi più colpiti sono Liberia, Serra Leone, Guinea e Nigeria. Un focolaio in Congo si è esaurito grazie alla messa in atto di misure di sorveglianza. In assenza di una politica di contenimento efficace, l'Oms prevede una diffusione esponenziale a livello planetario. È stato calcolato che un malato infetti mediamente due persone.

Sintomi

L'infezione da virus Ebola provoca una febbre emorragica. I sintomi caratteristici sono: rialzo della temperatura, artralgia, tremori, diarrea, debolezza, mal di testa, dolori addominali, vomito. Il virus attacca le cellule del sistema immunitario che portano l'infezione al fegato, alla milza e ai linfonodi. Dopo circa cinque giorni possono comparire sfoghi cutanei sul viso, sul collo, sul dorso delle mani, ematomi, dolori al petto, sanguinamento da occhi, orecchie, naso, bocca e mucose. A seguire compaiono sanguinamenti a carico del tratto gastrointestinale (ematemesi e melena), ematuria, meno-metrorragie, convulsioni e disfunzioni multi-organo. L'incubazione dura da 2 a 21 giorni, arco di tempo a cui fa seguito l'esordio improvviso dei sintomi (in media 6-10 giorni). Questa è anche una delle ragioni che limita la diffusione della malattia.

Trasmissione

Il virus Ebola si trasmette tra gli uomini attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei: muco, secrezioni, sangue, feci, sudore, urina, vomito, saliva, sperma e lacrime. Il passaggio del virus può avvenire attraverso mucose, ferite sulla pelle, occhi, puntura di aghi infetti e oggetti appuntiti, trasfusioni, trapianto d'organo, per via sessuale e maneggiando cadaveri. Ebola non si trasmette per via aerea. Il contagio si verifica solo quando si palesano i sintomi e il virus raggiunge una concentrazione sufficiente nei fluidi. È facilitato in ambienti promiscui, privi di assistenza sanitaria di base. Il personale medico sanitario deve attenersi a rigidissime misure igieniche e dotarsi di una serie di dispositivi di protezione individuale usa e getta come mascherina, guanti, camice impermeabile, copricapo, presidi per gli occhi. Dare la mano o stare a distanza ravvicinata con una persona malata, se privi di protezione, potrebbe rivelarsi pericoloso. Il virus Ebola non è particolarmente resistente agli agenti atmosferici ma può vivere alcune ore all'esterno dell'organismo. Per questo motivo il contagio può avvenire anche sfregandosi il viso e gli occhi o mettendosi le dita in bocca se si toccano vestiti, lenzuola, oggetti (cellulare, maniglie, tastiera di bancomat eccetera) su cui si è depositato il fluido corporeo di una persona infetta. Oppure mangiando il cibo del malato. Gli uomini, guariti dalla malattia, possono ancora trasmettere il virus a partner attraverso lo sperma, per un massimo di sette settimane dopo la guarigione. Il virus Ebola viene ucciso facilmente da sapone, candeggina, luce solare o asciugatura.

Diagnosi

L'aspecificità dei sintomi iniziali rende difficile diagnosticare l'infezione da virus Ebola nei primissimi giorni. Per la conferma occorre un esame del sangue finalizzato alla identificazione del genoma virale, di antigeni virali o di anticorpi contro il virus.

Trattamento

Non esistono né cura né vaccini contro Ebola. Eventuali casi sospetti devono essere segnalati dal centro medico all'unità sanitaria più vicina senza indugio. La procedura prevede l'isolamento del paziente per 21 giorni. Nei malati, al momento si utilizza un protocollo di reidratazione, trasfusioni di anticorpi ottenuti dal sangue di pazienti guariti e antidolorifici per sostenere le funzioni vitali e consentire al sistema immunitario di reagire. Alcune persone riescono a sopravvivere se opportunamente supportate. Nei casi in cui i pazienti non muoiano, si produce un miglioramento dopo una decina di giorni. In diversi laboratori sono allo studio farmaci (ZMapp) e vaccini sperimentali di cui non è stata ancora dimostrata la piena efficacia.

Domande essenziali

  • Di recente ha soggiornato in Africa Occidentale?
  • Ha avuto contatti con persone che provengono da quell'area geografica?
  • Svolge una professione medico sanitaria?

F.B. è un uomo di origine liberiana che ha trascorso alcune settimane nel suo paese d'origine. Di ritorno dal viaggio, accusa malessere e un rialzo della temperatura intorno ai 38 gradi centigradi. Si è rivolto al suo medico.
 
    Secondo voi quali sono i passi più utili da consigliare?

A

Eseguire esami sierologici specifici

B

Proporre un isolamento

C

Ricovero in un ospedale attrezzato per la gestione delle infezioni

Bibliografia

Epicentro
Ministero della Salute
Organizzazione Mondiale della Sanità

a cura di Marvi Tonus


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