Formazione

Mammografia: indicazioni, screening, risultati

Indicazioni all'esame
La mammografia si può eseguire su indicazione del medico come approfondimento diagnostico quando si scopre un nodulo durante la palpazione della mammella, oppure in presenza di specifici fattori di rischio come la familiarità per tumore alla mammella e all'ovaio, o sintomi di una possibile presenza del tumore per esempio cambiamenti nella forma e nella dimensione di una o entrambe le mammelle, perdite dai capezzoli, rigonfiamenti sotto le ascelle, avvallamenti e fossette sulla pelle del seno, alterazione della cute, arrossamenti o arretramento del capezzolo.

La mammografia è indicata inoltre come esame di screening per la diagnosi precoce del tumore al seno nelle donne asintomatiche. Il programma di screening prevede fasce di età raccomandate in base alla valutazione dei rischi e dei benefici: in Italia è consigliato alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e si esegue con una mammografia ogni 2 anni. In alcune Regioni si sta sperimentando l'efficacia in una fascia di età più ampia, compresa tra i 45 e i 74 anni (con una periodicità annuale nelle donne sotto ai 50 anni). In caso di esame normale la donna riceve una lettera a casa; in caso di dubbio o di lesione viene richiamata per sottoporsi ad approfondimenti. Si può fare la mammografia anche in presenza di protesi al seno ma è necessario informare il tecnico che esegue l'esame. I programmi di screening eseguiti negli ultimi 30 anni, basati sulla sola mammografia, hanno ridotto la mortalità per tumore della mammella di circa il 25 per cento nella popolazione invitata a partecipare.

Come si esegue l'esame
Per acquisire le immagini mediante i raggi X il seno viene compresso tra due lastre in plexiglas. Si effettuano due proiezioni radiografiche, la prima per visualizzare la mammella dall'alto verso il basso e la seconda lateralmente. La mammografia non richiede preparazione ma, per alcune donne, può risultare dolorosa in quanto è necessario schiacciare le mammelle al fine di ridurne lo spessore e ottenere un'immagine nitida. L'indolenzimento può permanere per alcuni giorni. Si consiglia di eseguire l'esame dopo le mestruazioni quando la sensibilità del seno è minore.

Rischi
Il rischio principale è legato ai danni biologici conseguenti l'irradiazione. Con le apparecchiature digitali più moderne le dosi utilizzate sono state ridotte e gli effetti delle radiazioni assorbite durante una mammografia sono minori rispetto ai benefici della diagnosi precoce della neoplasia più frequente nelle donne. Il medico deve essere informato sempre dell'eventualità di una gravidanza per prendere le necessarie precauzioni e valutare se sia opportuno procedere con l'esame.

Risultati
L'accuratezza della mammografia per la diagnosi precoce del tumore mammario dipende sia dal tipo di macchinario con cui viene eseguita. sia dall'esperienza del medico che legge i risultati. Per una maggior affidabilità la valutazione viene eseguita da due radiologi.

La sensibilità media della mammografia è dell'80 per cento, quindi un tumore maligno su 5 può non essere rilevato. Le variabili da considerare sono la sede e il tipo di neoplasia, la qualità della mammografia e l'interpretazione dell'esame. Sarebbe opportuno abbinarla alla visita clinica di palpazione e all'ecografia delle mammelle soprattutto quando il seno è denso e nelle donne più giovani. In caso di risultato positivo il medico prescriverà altri esami di approfondimento diagnostico, come una biopsia, per valutare la natura della lesione. Un problema ulteriore sono i falsi positivi, ovvero il riscontro di un'anomalia sospetta che non viene confermata da ulteriori esami di approfondimento clinici che possono essere invasivi. Infine la sovradiagnosi, ovvero l'identificazione di un tumore poco aggressivo che non si sarebbe mai manifestato nel corso della vita e per cui ci si sottopone ad accertamenti e trattamenti inutili, con effetti collaterali fisici e psicologici.

Domande essenziali

  • Quali sono le fasce di età previste per lo screening con la mammografia?
  • È un esame doloroso?
  • Cosa si intende per sovradiagnosi?

Anna ha appena compiuto 40 anni e non ci sono casi di tumore in famiglia. Un'amica le ha consigliato di iniziare a fare controlli con la mammografia ma lei, che ha un seno abbondante, ha paura di sentire dolore ma soprattutto tende a rimandare per paura di dover affrontare un risultato positivo.
 
    È corretto che la paziente esegua la mammografia?

A

Con il seno abbondante è meglio l'ecografia mammaria della mammografia

B

Se non ci sono sintomi può aspettare l'invito allo screening a 50 anni

C

I controlli strumentali periodici individuali devono iniziare già a 30-35 anni con un’ecografia mammaria annuale e dai 40 anni con una mammografia su indicazione del medico



Marvi Tonus

Bibliografia

  • Ministero Salute. I programmi di screening in Italia
  • Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori

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