Formazione

Pap-Test procedura, finalità risultati

Come si esegue
Il Pap Test analizza le cellule di sfaldamento del collo dell'utero e del canale cervicale raccolte con una spatola e un bastoncino cotonato nel corso di una visita ginecologica. Il prelievo, che dura pochi minuti, è indolore ma può risultare fastidioso per la necessità di dilatare l'apertura vaginale con lo speculum. Il campione di cellule esfoliate, raccolto dall'operatore, viene colorato e analizzato al microscopio per ricercare la presenza di lesioni di tipo proliferativo displastico. Si consiglia di eseguire il Pap test qualche giorno dopo il flusso mestruale fino a una settimana prima del ciclo successivo. Evitare lubrificanti, creme, tamponi e rapporti sessuali nei due giorni precedenti.

Finalità del test, periodicità, risultati
Il cancro della cervice è uno dei tumori più frequenti sotto i 50 anni di età, responsabile di circa il 3 per cento di tutte le morti per neoplasia nel sesso femminile. Il Pap test è finalizzato al riconoscimento e al trattamento tempestivo delle lesioni precancerose per evitare che diventino invasive. Nei programmi di screening si consiglia di eseguire il test ogni 3 anni, a partire dai 25 anni o dall'inizio dell'attività sessuale, fino ai 65 anni. Quando il Pap test rileva la presenza di cellule alterate è necessario eseguire ulteriori controlli, come la colposcopia, allo scopo di confermare le alterazioni, individuarne la tipologia e prescrivere la terapia più appropriata. Nella maggioranza dei casi le lesioni sono dovute a infiammazioni virali che si risolvono spontaneamente o con cure adeguate.

Donne vaccinate contro HPV
Il principale fattore di rischio per lo sviluppo del cancro del collo dell'utero è l'infezione da papilloma virus umano (HPV) trasmessa per via sessuale. Il vaccino contro i due sierotipi ad alto rischio più frequenti, i sierotipi 16 e 18, ha ridotto notevolmente l'insorgenza delle lesioni precancerose ma non esonera le donne dalla necessità di eseguire il Pap test perché la copertura non è totale. Esistono circa 200 tipi di virus Hpv e tra essi 35 prediligono l'area genitale. Tra questi si distinguono il gruppo Hpv a basso rischio e il gruppo Hpv ad alto rischio per lo sviluppo di lesioni favorenti il tumore del collo dell'utero.

Il test HPV
Al Pap test si è affiancato il test HPV da ripetere ogni 5 anni. Il materiale prelevato viene sottoposto ad analisi molecolare per rilevare la presenza del DNA dei ceppi di HPV ad alto rischio per lo sviluppo del tumore del collo dell'utero. Lo screening con test HPV permette di ridurre del 60-70% l'incidenza dei tumori invasivi del collo dell'utero. Le donne con meno di 30 anni devono continuare a fare il Pap test ma già dopo 35 anni il test HPV risulta più protettivo.


Domande essenziali

· Qual è l'intervallo corretto tra due Pap Test?
· È un esame indolore?
· Una donna vaccinata contro l'HPV deve eseguire il Pap Test?

Roberta M. ha 45 anni ed esegue il Pap Test ogni 3 anni. Un'amica coetanea si rivolge a un centro ginecologico dove le hanno proposto di fare l'Hpv-test. Ma lei prima di decidere vuole capire se ci sono anche delle differenze tra le due metodiche diagnostiche
 
    Ne esistono?

A

Non ci sono differenze significative

B

Sì, ci sono ma è meglio continuare con il Pap test

C

Sì, l'HPV-test rileva la presenza di DNA virale nelle cellule del collo dell'utero ma anche lesioni destinate a regredire spontaneamente e quindi espone a volte al rischio di falsi positivi

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