Sanità

ott312007

Per Garattini c’è un caso Di Bella

La mobilitazione dei malati di Sla (sclerosi laterale amiotrofica) che si rivolgono al magistrato per ottenere il farmaco a base di Igf-1 bocciato dal Consiglio superiore di sanità (Css), "seppur in piccolo, è un nuovo caso di Bella"  questo il parere di Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, intervenuto oggi sul tema a margine della presentazione della conferenza 2007 del Comitato Negri-Weizmann, in programma questa sera nel nuovo Mario Negri del quartiere Bovisa. Il farmacologo ha stigmatizzato  il comportamento delle 'toghe' coinvolte: quelle che hanno permesso ad alcuni malati di ottenere il medicinale in questione "sbagliano. Dovrebbero invece chiedere che si facciano delle vere sperimentazioni cliniche", precisa Garattini.  "L’ IGF-1 è un prodotto che non ha alcuna base per essere prescritto", spiega l'esperto, presidente della sezione Farmaci del CSS. Tanto che, ricorda, "nessuna autorità regolatoria, in nessun Paese del mondo, l'ha autorizzato. I pazienti lo vogliono perch� pensano che sia attivo, e d'altra parte chi soffre di una malattia tanto grave ha tutto il diritto di chiedere nuove terapie. Il problema è che il Servizio sanitario nazionale deve concedere soltanto i farmaci la cui efficacia sia sostenuta da evidenze scientifiche". Ecco perch�, secondo Garattini, "i magistrati che raccolgono le istanze di questi pazienti, pur avendo le migliori intenzioni di questo mondo, stanno facendo una cosa sbagliata". Oggi, ha proseguito il farmacologo, "in Italia ci sono 70 persone che assumono questo farmaco grazie alla decisione dei magistrati. Se questi malati fossero entrati in uno studio formale, alla fine avremmo dei risultati. Così, invece, alla fine non sapremo niente di nuovo”.


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