Sanità

dic212007

Defiscalizzazione della ricerca orfana

Sono dieci i farmaci prodotti in Italia con le biotecnologie, con indicazione al trattamento di malattie rare e orfane di cura e sono attualmente in fase avanzata di sviluppo. "Si tratta di medicinali nati dalla ricerca biotecnologica che potranno essere impiegati, per la maggior parte, nella terapia di tumori solidi e del sangue considerati rari, e cioè con un'incidenza inferiore a cinque casi ogni 10mila abitanti" riferisce Leonardo Vingiani, direttore dell'Associazione italiana per lo sviluppo delle biotecnologie (Assobiotec), durante la presentazione del sito web Pollicino dedicato a questi pazienti. "Attualmente, nel mondo - ha ricordato Vingiani - sono disponibili 250 molecole biotech, di cui 90 in Italia. E il 50% di tutti i i farmaci oggi in sviluppo clinico provengono dalla ricerca biotecnologica. Nel nostro Paese stiamo studiando 61 biomedicinali, di cui 10 hanno già ricevuto dall'Agenzia europea del farmaco o dalla Food and Drug Administration (Fda), o da entrambe, la designazione di farmaco orfano". Secondo Vingiani però, le imprese biotech italiane non hanno vita facile: "Il problema - dice - è l'applicazione indiscriminata di misure disincentivanti come quella del taglio continuo dei prezzi, che al contrario, soprattutto in un campo come quello delle malattie rare, andrebbero utilizzate differenziando le varie realtà e premiando quelle maggiormente innovative. Occorre defiscalizzare la ricerca sui farmaci orfani - conclude - con meccanismi quali di credito imposta, quest'anno introdotti nella legge Finanziaria".
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