Sanità

gen312007

I farmacisti non temono ispezioni

Dopo l'entrata in vigore del Decreto Bersani ha comunicato nei giorni scorsi l’Antitrust - alcuni organismi rappresentativi dei professionisti hanno assunto decisioni che interpretano queste norme in senso restrittivo. Di qui la decisione di ispezioni negli ordini

“Accogliamo con sorpresa la notizia dell’indagine che l’Antitrust ha deciso di avviare per verificare il recepimento negli statuti e nei Codici deontologici degli Ordini professionali dei principi di concorrenza”. Così Giacomo Leopardi, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, commenta la decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato di mettere “sotto esame” alcuni Ordini professionali, tra i quali anche quelli dei farmacisti. “La nostra Federazione” prosegue Leopardi “ha già da tempo adeguato il proprio Codice deontologico alle indicazioni dell’Antitrust relative alle regole della pubblicità dei professionisti. Mentre per quanto attiene agli altri punti sui quali si impernierà la verifica dell’Autorità, vorremmo ricordare come la professione farmaceutica non abbia tariffe professionali normate deontologicamente. Per quanto attiene poi alle regole per la formazione di società di professionisti, a dettarle è legge 362 del 1991, così come modificata dalle disposizioni della legge Bersani dello scorso luglio”. 

“Ci meraviglia, quindi, che l’Antitrust abbia inserito anche l’Ordine dei farmacisti nel novero di quelli sui quali si appresta a indagare: la Federazione degli Ordini si è sempre attenuta scrupolosamente alle norme di legge e ha sempre offerto la massima collaborazione alle autorità di governo nel momento in cui è stata chiamata a farlo. Ci rammarica quindi che la professione farmaceutica sia ancora una volta nel mirino dell’Autorità, senza che vi siano ragioni oggettive per inserirla nel novero delle organizzazioni professionali sulle quali l’Antitrust intende indagare, facendo correre il rischio di incrinare la fiducia che il cittadino mostra verso la figura del farmacista. E, al tempo stesso, potrebbe essere reso vano l’impegno della Federazione nel collaborare con il ministero della Salute, attraverso il tavolo di concertazione  avviato con il ministro Livia Turco, per dare sostanza e concretezza a una professione del tutto integrata nel Servizio sanitario nazionale. E, come tale, al servizio dei cittadini e non impegnata a sostenere i propri interessi a loro sfavore”.

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