Sanità

apr272007

Medici USA troppo legati alle industrie

La quasi totalità (94%) dei camici bianchi statunitensi intrattiene rapporti con le aziende del farmaco. Cene, pranzi, serate di gala e corsi di aggiornamento offerti dalle compagnie sono una realtà e ben uno su quattro riceve veri e propri pagamenti in denaro per consulti di vario genere. è quanto emerge da un'indagine pubblicata sul New England Journal of Medicine e condotta dagli esperti dell'Institute for Health Policy, Massachusetts General Hospital-Partners Health Care System and Harvard Medical School di Boston (Usa), dell'università di Melbourne (Australia) e della Yale University (Usa).
Nel 2002 la Pharmaceutical Research and Manufacturers of America (PhRma), ossia la Farmindustria d'oltreoceano, ha adottato un nuovo codice deontologico specifico sui rapporti fra medici e industrie, fissando l'obbligo di intrattenerli al solo scopo di beneficiare i pazienti. Il documento vieta dunque di fornire biglietti d'ingresso per eventi ricreativi o beni di lusso. Anche l'American Medical Association e l'American College of Physicians, le due principali associazioni mediche, hanno adottato norme simili, eppure le cose non sembra siano radicalmente cambiate: l'83% degli intervistati ha infatti assicurato di aver ricevuto regali e il 7% biglietti per match sportivi o serate culturali.
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