Sanità

mag302007

Calvizie, calvario silenzioso

Il capello tende a cadere per poi ricrescere al ritmo di 30-100 capelli al giorno. “Proprio in virtù di questi cicli, è normale che le stagioni di transizione corrispondano a quelle in cui si perdono più capelli” spiega Vincenzo Gambino, presidente della Società italiana per la cura e la chirurgia della calvizie. Tuttavia nelle persone in cui la perdita di capelli è un problema cronico i mesi primaverili e autunnali vengono vissuti malissimo. In questi periodi “il ricorso al medico raggiunge il suo picco � dice lo specialista - ed è qui che si deve intervenire indicando al paziente il percorso terapeutico su misura: esami diagnostici ad hoc, farmaci o autotrapianto". La calvizie può essere legata a fattori genetici e scatenata da stress e fattori ambientali, può insorgere già a 18 anni con conseguenze psicologiche documentate. Un'indagine condotta su 1.562 connazionali 18-45enni con problemi di capelli, ha rivelato infatti che nel 60% circa dei casi il diradamento inizia entro i 25 anni. Spesso, però, la prima visita medica è tardiva rispetto all'esordio dei sintomi, perch� la tendenza è pensare che il problema sia temporaneo (si illude il 14%). Altri invece non ritengono necessario chiedere aiuto (4,9%), e altri ancora credono che non esistano rimedi (2,5%). Una quota di calvi finisce così per soffrire in silenzio: il 34% si sente più vecchio, il 31% meno attraente per le donne e il 22% meno sicuro di s� nelle relazioni sociali. Tra chi poi si decide a contattare un dermatologo, il 15,6% si presenta allo specialista con le idee già chiare e chiede una terapia precisa. In generale, nel 61,5% degli intervistati è stato possibile prevenire il peggio, grazie a cure farmacologiche mirate, nel 34% dei casi.
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