Sanità

mag312007

L’etico al supermercato a cosa serve?

Ddl Bersani: massima prudenza sulla liberalizzazione dei farmaci di “fascia C”. La misura è davvero funzionale a promuovere la coscienza del medicinale come bene di salute? I dubbi della Federazione degli Ordini, reduce da un incontro al ministero della Salute

La Federazione degli Ordini dei Farmacisti invita a riflettere senza pregiudizi sull’opportunità di confermare anche al Senato l’emendamento relativo alla vendita dei farmaci non convenzionati con il SSN al di fuori delle farmacie. E’ vero che la norma non inficia il principio per cui tali farmaci vanno dispensati dal farmacista dietro regolare ricetta medica. Ed è altrettanto vero che il farmacista è un professionista qualificato ovunque si trovi a svolgere il suo lavoro.

Ma occorre valutare in profondità i possibili effetti di questa liberalizzazione, unica in Europa e nel mondo. Posto che il farmaco deve restare bene di salute e non di consumo, la Federazione ritiene che il servizio delle farmacie non possa essere snaturato eliminando l’esclusiva sulla dispensazione di farmaci molto delicati (ad esempio stupefacenti, veleni, dopanti, psicotici, antitumorali, ansiolitici), e spesso dispensabili a carico del SSN.  Il servizio va invece potenziato, nella prospettiva � condivisa anche dal ministro della Salute, Livia Turco � che la farmacia diventi un centro sanitario polifunzionale, rispondente alle esigenze dei cittadini. L’auspicio della Federazione è che si possa dare luogo ad una rivisitazione complessiva del sistema farmaceutico, senza procedere a modifiche di corto respiro che rischiano di creare confusione nei cittadini e tra gli operatori sanitari.

Invia a un collega
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO


chiudi