FITOTERAPIA

mar172017

Camomilla, il primo amore non si scorda mai

Banalizzata e talvolta sottovalutata, la camomilla continua ad essere uno dei fiori più utilizzati in fitoterapia, offrendo ieri come oggi le sue virtù salutistiche a grandi e piccini. In natura però ne esistono molte varietà, con diverse indicazioni e avvertenze

Camomilla, il primo amore non si scorda mai
Chi di voi ricorda il primo fiore incontrato nell'infanzia? Non è una domanda banale, né tanto meno facile da rispondere, lo ammetto, eppure io non ho dubbi, sarà che in casa mia ce n'era sempre un mazzo essiccato in dispensa, sarà che il mio giardino in primavera letteralmente esplodeva del suo profumo, insomma sto parlando della camomilla, un fiore che non passerà mai di moda, almeno in campo salutistico.

Ma perché la camomilla è ancora un fiore così tanto utilizzato? Perché semplicemente è buona, e ha anche un'ampia diffusione areale, cosa che sicuramente facilita il suo consumo. Sono tuttavia le proprietà antispastiche e rilassanti a renderla così apprezzata nel mondo. Inoltre la quasi totale assenza di effetti collaterali la fanno inserire a pieno titolo nella lista delle piante ammesse in pediatria. Per non parlare del suo olio essenziale, di un blu- violaceo acceso, che emana fragranze dolciastre e morbide che ricordano la lavanda dei tempi migliori.

Ma andiamo per gradi. Ricordiamo anzitutto che di camomilla ne esistono diverse varietà, alcune prive di effetti terapeutici, quindi attenzione alla raccolta, mettendo sempre cura di evitare i bordi delle strade trafficate.

Le due principali specie usate in fitoterapia sono:

• La Matriarca recutita L. o Matricaria chamomilla L. (detta anche camomilla comune o camomilla tedesca), facilmente confondibile con la camomilla selvatica che però, a differenza della prima, è senza profumazione;
• L'Anthemis nobilis L. o Chamaemelum nobile L. (detta volgarmente camomilla romana), simile alla Matricaria nell'aspetto ma non nella sostanza. A differenza della variante tedesca, essa ha infatti il ricettacolo (la sede dove poggiano i capolini fioriti) pieno di lattice e azioni farmacologiche leggermente differenti.

Sia chiaro, entrambe le varietà appartengono alla famiglia delle Asterceae (ex Compositae), ma la camomilla tedesca è considerata la più potente tra le due. A questa sono infatti ascrivibili proprietà antiossidanti, anti-infiammatorie e antimicrobiche dovute all'azione combinata dei flavonoidi e dell'olio essenziale. Inoltre la camomilla tedesca è utile contro alcuni disturbi legati alla sfera psichica (cefalea, insonnia, disturbi neuro-vegetativi), ha una spiccata azione antispastica sulla muscolatura liscia utile contro gli spasmi dati dal colon irritabile o dalla dismenorrea. Inoltre ha anche proprietà anti-diarroiche sfruttabili soprattutto nella prima infanzia. La camomilla romana, meno potente, offre invece azioni più squisitamente aperitive e digestive.

La camomilla può essere assunta nella classica veste di infuso, oppure in forma di estratto idroalcolico, sia fluido che secco. Nell'estratto secco, a causa della parziale perdita di olio essenziale, verranno ad accentuarsi le proprietà sedative a scapito di quelle antiinfiammatorie. Tuttavia nessuna particolare standardizzazione viene richiesta, quindi è tutto il fitocomplesso ad agire in sinergia piuttosto che i singoli componenti.

L'unica avvertenza da tenere presente per la camomilla è riconducibile a tutte le piante della famiglia delle Asteraceae, ovvero che si richiede particolare attenzione in quei soggetti sensibili ai lattoni sesquiterpenici, sostanze naturalmente presenti nella camomilla, che possono creare reazioni allergiche crociate.


Angelo Siviero
Farmacista galenico esperto in fitoterapia e medicine alternative
Per info:
sivieroangelo1@gmail.com
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