FITOTERAPIA

giu262020

Mal di denti e stomatiti trattati con antidolorifico estratto di Acmella (Bottoni di Sichuan)

Acmella oleracea è una pianta erbacea della famiglia delle Asteraceae conosciuta per il suo impiego ornamentale. Nuovi studi scientifici mostrano che può essere utilizzata per curare mal di denti e stomatiti

Mal di denti e stomatiti trattati con antidolorifico estratto di Acmella (Bottoni di Sichuan)
L'Acmella oleracea è una pianta erbacea della famiglia delle Asteraceae conosciuta prettamente per il suo impiego ornamentale. Tuttavia, la moderna ricerca scientifica ne sta rivelando delle interessanti proprietà. È conosciuta con altri comi quali: bottoni di Sichuan o pianta del mal di denti. Quest'ultimo nome ne evidenzia l'utilizzo nella medicina tradizionale, dove per l'appunto la decozione di diverse parti della pianta viene utilizzata per curare mal di denti e stomatiti. Questi effetti sembrano dovuti alla presenza di sostanze che presentano una porzione N-isobutilaminica come il spilantolo (che ha anche dimostrato effetto scialagogo).

Antidolorifico per le patologie del cavo orale

Questa sostanza viene assorbita transdermicamente attraverso la mucosa buccale ed è in grado di attivare Trpa1, questo può spiegare il perché è in grado di generare una sensazione di bocca bagnata anche quando utilizzato come profumo e può suggerire un possibile impiego come antidolorifico per le patologie del cavo orale. A questa pianta sono attribuite anche proprietà vulnerarie, come in uno studio brasiliano del 2016. L'estratto di acmella è stato inglobato in un gel di idrossietilcellulosa e testato per l'effetto antinocicettivo e cicatrizzante in vivo. In un confronto con un farmaco anestetico di largo impiego il gel ha ottenuto un effetto analgesico di 83 minuti più lungo. Analisi istopatologiche hanno inoltre dimostrato un aumento della sintesi di collagene e un ispessimento dell'epidermide. Tale effetto è stato sviluppato ulteriormente al punto da valutarne esclusivamente l'impiego in un gel mucoadesivo per l'anestesia locale del cavo orale.

Acmella studiata per altri impieghi

Estratti idroalcolici di acmella ottenuti per macerazioni sono stati formulati a concentrazioni del 10 o 20%. Importate notare come gli autori evidenzino l'importanza del contenuto si spilantolo a evidenziarne il ruolo principe nell'attività della pianta. In tal senso pare importante il trattamento cui va incontro la pianta: la formulazione più efficace si è rivelata essere quella al 10% se la pianta era stata pretrattata con carbone attivo. L'efficacia antinocicettiva della pianta è stata studiata con successo anche in un modello murino di infiammazione del nervo sciatico. Con questo esperimento si è potuto anche osservare come l'effetto sia da ricercarsi nel blocco dell'attivazione del segnale nocicettivo indotto da capsaicina e quindi sul recettore Trpa1. Sono attualmente studi preliminari o in vivo, ma lasciano ben sperare per un possibile impiego di questa pianta, anche visti i pochi effetti collaterali riportati in questi studi.

Luca Guizzon - Farmacista clinico territoriale, esperto di fitoterapia, farmacia Campedello, Vicenza

Fonti:

Evid Based Complement Alternat Med. 2016;2016:3606820.
Plos One. 2016 Sep 14;11(9): e0162850. Doi: 10.1371/journal.pone.0162850.
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