Sanità

gen302021

Ricetta bianca Dem, avvio potrebbe slittare. Regioni in attesa di istruzioni

Ricetta bianca Dem, avvio potrebbe slittare. Regioni in attesa di istruzioni

Il decreto attuativo della ricetta bianca dematerializzata dovrebbe entrare in vigore il 30 gennaio, le Regioni però attendono ancora le indicazioni da Sogei e l'avvio potrebbe slittare

Se essa stessa non stabilisce un termine diverso, una legge dello Stato acquista efficacia a 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ci si aspettava dunque che il decreto del 30 dicembre del Ministero dell'Economia attuativo della ricetta bianca dematerializzata ("Dem") sarebbe entrato in vigore il 30 gennaio, essendo stato il provvedimento pubblicato lo scorso 15 gennaio. E che dal 1° febbraio ogni medico di famiglia avrebbe spedito online la prescrizione di qualsiasi medicinale non a carico del Servizio sanitario nazionale. I gestionali "tecnicamente" sono pronti. Mancherebbero poche indicazioni e qualche adeguamento, diverso da regione a regione. Ma da fonti vicine a Sogei, la società del Ministero dell'Economia che gestisce l'invio dati nel sistema tessera sanitaria, ora emerge che ci sarebbero ancora passaggi da fare (qualcuno evoca persino tavoli di lavoro da aprire) per concretizzare la nuova ricetta.

La situazione nelle Regioni

Nel frattempo, i portali regionali continuano a riportare lo status quo. Recita il portale lombardo che "le ricette per i farmaci non a carico Ssn, incluse le ripetibili, esulano dalla dematerializzazione (...) il sistema di accoglienza regionale segnala al medico con un errore l'impossibilità di emettere la prescrizione dematerializzata". «È tuttora così, rischiamo di partire con fino a due mesi di ritardo, forse più tardi delle altre regioni», avverte Piergiorgio Muffolini, presidente Snami Brescia e per il suo sindacato interlocutore con la regione sui temi informatici. «Alcune sw house ci hanno informati di non aver ancora ottenuto le istruzioni da Sogei. In Lombardia la questione è complicata dal fatto che abbiamo per le ricette un sistema di accoglienza dati nostro, regionale. Sogei dovrebbe girare alla Regione le specifiche tecniche per il collegamento tra i due sistemi di accoglienza, ma a quanto ne sappiamo non lo ha ancora fatto. Quindi toccherebbe alla Regione trasmettere le proprie nuove specifiche alle case produttrici dei software per la cartella clinica. Fonti attendibili, sia lato sw house sia lato regione mi confermano che la soluzione del problema non pare imminente».
Anche in Emilia Romagna, la regione del presidente dei governatori Stefano Bonaccini, c'è un sistema di accoglienza dati regionale per le ricette che deve interfacciarsi con quello nazionale di Sogei. Ma la Regione è anche la software house di riferimento in quanto produce il gestionale prevalente. Le cose potrebbero sistemarsi prima? «Di certo anche qui Regione e Sogei devono parlarsi un attimo», dice Alessandro Chiari, segretario Fismu regionale. «Al momento, con il gestionale della Regione continuiamo a stampare le ricette per i medicinali di fascia C e a consegnarle a mano ai pazienti. Ma immaginavamo tutti che le cose sarebbero andate diversamente con lunedì 1° febbraio. L'idea è che la partenza a breve sia possibile, non manchi quasi nulla, eppure siamo fermi».

Fimmg: rischio di ritardi concreto

«La normativa consentirebbe di partire ora ma il sistema di accoglienza centrale non è pronto», spiega Paolo Misericordia responsabile del Centro Studi Fimmg ed esperto di informatica del sindacato a livello nazionale. «A quanto si sa, le sw house su questo tipo di prescrizione non si sono allineate perché fino a questo momento Sogei non ha predisposto le specifiche per generare ed inviare le ricette ed emettere un numero progressivo di ricetta elettronica. Il rischio di ritardi è concreto. Per di più, nelle regioni con un proprio sistema di accoglienza dati (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli VG, Trentino ndr) c'è un passaggio ulteriore, Sogei deve comunicare loro le specifiche per i loro sistemi di accoglienza e le software house devono interagire con quelle specifiche, ciò richiede altro tempo; e del resto i produttori di gestionali non si portano avanti finché dall'altra parte tutti i passaggi non sono completati. Quindi - conclude Misericordia - ufficialmente potremmo partire domani, ma la realtà parla di un sistema di accoglienza centrale che ancora non ha rilasciato indicazioni per far viaggiare con sicurezza e rapidità le nostre prescrizioni».

Mauro Miserendino
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